«Danno al comparto per almeno sette milioni Continuare? Valutiamo»
Sono partiti i rimborsi degli skipass «In tanti non li volevano, bel segnale»
ventasso. Passata, si fa per dire, la delusione per lo stop alla riapertura degli impianti arrivato in “zona Cesarini” domenica sera, a Cerreto Laghi come negli altri impianti sciistici d’Italia si lavora ai rimborsi. Già, perché le prenotazioni per tornare finalmente a sciare erano arrivate, e tante. «Erano oltre un migliaio i giornalieri – conferma Marco Giannarelli, titolare della società TurismoAppennino che gestisce gli impianti di Cerreto Laghi – oltre ai plurigiornalieri. Le chiamate erano state tante: gente di Reggio che sarebbe venuta su per sciare».
E invece, niente da fare. Tutto rimandato. Forse, fino al 5 marzo. O alla peggio alla prossima stagione. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni.
Di fronte alle incognite, intanto, partono i rimborsi. «Gli skipass fatti on line saranno rimborsati da domani (oggi per chi legge, ndr), per quelli fatti in biglietteria, che comunque sono molto meno, bisognerà venire qui. L’altra possibilità è tenerli per vedere se si riapre, al più tardi usarli la prossima stagione» spiega Giannarelli. Ma in questo difficile momento si registrano anche gesti di solidarietà e vicinanza da parte dei clienti che sebbene privati della possibilità di sciare, si sono detti pronti a rinunciare al rimborso. «Sì una parte di persone voleva rinunciare. Fa piacere, è un bel segnale e li ringrazio – confida Giannarelli – Ma per ragioni contabili preferiamo rimborsare tutti, al cento per cento. Però davvero li ringraziamo».
Se a Cerreto Laghi si continua a sciare è perché ancora la possibilità è concessa agli atleti degli sci club. Il prossimo fine settimana c’è un appuntamento che ancora dà fiato alla località turistica. «Ci sono le finali regionali del comitato ligure, porteranno su almeno 150 ragazzi per tre giorni – spiega – Poi, sì, proseguiranno le attività di allentamento, ma ormai sono arrivati quasi tutti alle finali, saranno sempre meno. Dovremo decidere cosa fare, se chiudere del tutto. Per noi è stato importante tenere aperto per loro, anche se sapevano che sarebbe stato a perdere, perché non volevamo che ragazzi che vengono qui con le famiglie da anni dovessero andare altrove, ma tra poco anche questa situazione finirà. Ora bisognerà capire quanti continueranno a venire, e quindi se tenere aperto ancora o chiudere. Viviamo alla giornata ormai».
Lle luci sulla neve di Cerreto Laghi – che resta abbondante come da tempo non capitava – rischiano di doversi spegnere se non arriverà l’ok alla riapertura. «Un danno all’intero comparto che stimiamo in 6-7 milioni di euro, tra la parte della stagione dell’inverno scorso interrotta e questa di fatto mai ripartita» dichiara Gannarelli. «Voglio dire che della pandemia sono conscio, ho un fratello e un nipote malati da 15 giorni. Quello che contesto è il metodo –conclude – Dieci giorni fa ci hanno validato i protocolli per riaprire, solo qui abbiamo speso non meno di 30mila euro per metterci in regola. Poi, ci dicono che non si apre. Anzi, non ce lo hanno neanche detto, lo abbiamo appreso dalle agenzie di stampa. Credo che il mondo politico sia lontano anni luce dalla realtà della vita quotidiana». —
El. Pe.
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