«È proprio adesso che si deve investire sulla montagna»
Mario Giannarelli dell’albergo del Passo del Cerreto guarda alle difficoltà ma pensa al futuro: «Dobbiamo essere pronti con dei progetti»
ventasso. Vede le difficoltà del presente – «Tutto quello che gira intorno alla montagna, qui, è come una piccola fabbrica: a essere in difficoltà ora sono tutti quanti» – ma guarda al futuro e alla necessità di non smettere, anzi di puntarci ancora di più, sugli investimenti sulla montagna Mario Giannarelli, dell’albergo e del ristorante Passo del Cerreto. E chi meglio di lui può capire quanto sia complessa la situazione: «L’albergo è in Emilia, il ristorante per pochi metri è in Toscana: domenica con una ciaspolata organizzata coi Briganti, all’ultimo non abbiamo potuto dare loro da mangiare perchè la Toscana è diventata arancione». Ma Giannarelli, che è uno degli operatori più giovani di Cerreto Laghi, non si ferma all’analisi della difficile situazione che il Crinale sta vivendo. «Abbiamo perso non solo questa annata, ma anche quella scorsa che non c’era stata neve – spiega – Intorno alla neve girano i noleggi, i ristoranti, gli alberi, i negozi di abbigliamento, i maestri di sci, le persone che vanno a pulire gli appartamenti. Con le limitazioni che ci sono state la gente ha tirato su tutto. Con la neve che c’è stata poteva essere un’annata incredibile, come non si vedeva da almeno 5 anni. Invece zero».
«La cosa più drammatica è che non si può fare programmazione sulle assunzioni, sui rifornimenti di alimenti deperibili con il rischio che si deve chiudere tutto – spiega – Abbiamo perso tutte le feste di Natale e prima in lockdown abbiamo perso Pasqua, il 1° Maggio, il 2 giugno. Qui siamo in periferia, lavorare in quei periodi è fondamentale, permette di vivere tutto l’anno. Non è pensabile di resistere lavorando solo 3 mesi, o due mesi estivi come l’anno scorso in cui abbiamo lavorato il doppio». E allora, aggiunge: «Se non c’è programmazione, le famiglie non possono restare a lavorare in montagna, a vivere qui. Non ci sono le scuole e vale lo stesso per l’ospedale. L’economia della montagna è circolare, ed è quella che va in crisi». E allora, cosa aspettarsi? «Al di là dei ristori, che non saranno mai congrui, c’è bisogno di investimenti importanti. Se si vuole rilanciare c’è bisogno di investire nelle stazioni, sulle connessioni, sulla viabilità, cercare di avvicinare città a montagna». Pensa ai fondi europei ? «Bisogna essere pronti, con idee, progetti e trasformarli in modo concreto. Se hai lavoro, resti in montagna». —
El.Pe.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google