Parte la protesta per i pochi posti al tempo pieno
VIANO. Da una prima analisi delle iscrizioni alle prime elementari 2021-2022 emerge una forte carenza di posti disponibili nelle sezioni a tempo lungo. A fronte di un calo demografico costante, che segna ogni anno una diminuzione nel numero di bambini iscritti, si contrappone, infatti, una maggiore richiesta di posti nelle scuole che offrono il tempo lungo, dovuta alla necessità di lavoro dei genitori, occupati anche nelle ore pomeridiane e talvolta in luoghi distanti.
Una situazione che si verifica anche nel Comune di Viano, dove un gruppo di genitori – in vista del prossimo anno scolastico, quando i figli inizieranno la scuola primaria – è stato costretto ad “emigrare” e a ripiegare su un percorso a tempo non prolungato, con tutti i disagi del caso. I genitori, in assenza del tempo lungo a Viano, si sono rivolti alle scuole di Scandiano, dove la classe che prevede l’attività anche nelle ore pomeridiane è stata composta tutta da alunni residenti, che hanno chiaramente la precedenza su chi arriva da fuori.
«L’istituto comprensivo di Viano – spiegano mamme e papà – prevede una sezione di tempo lungo a Muraglione di Baiso, a circa 30 chilometri verso monte, una soluzione impensabile per le famiglie che nella maggior parte dei casi lavorano a valle o in città. Al giorno d’oggi non è concepibile dover diminuire le proprie ore di lavoro o fare affidamento su nonni e parenti anziani, tra l’altro non sempre disponibili per questioni di lavoro o distanza. I bambini, soprattutto quando sono piccoli e frequentano la scuola dell’obbligo, dovrebbero essere il fulcro del tema scuola, non un accessorio che va a completare un’organizzazione figlia del disagio economico».
In vista del prossimo anno scolastico, l’iscrizione alla primaria era da perfezionare entro il 25 gennaio, e dunque molte di queste famiglie hanno optato per l’iscrizione nelle scuole dei Comuni limitrofi, nella speranza di vedersi liberare in futuro qualche posto. «La situazione non è semplice – aggiungono i genitori – perché dovremo fare importanti sacrifici per riuscire a conciliare i nostri tempi di lavoro. Nei prossimi mesi, quando il quadro sarà più definito, prenderemo in considerazione soluzioni alternative anche in altri Comuni. Ci sentiamo abbandonati, alla ricerca di una collocazione che le istituzioni negano a bambini di 6 anni, vere vittime di questa ingiustizia sociale». —
A.V.
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