Gazzetta di Reggio

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L’economia reggiana ha resistito all’impatto delle prime due ondate

E.L.T.
L’economia reggiana ha resistito all’impatto delle prime due ondate

Crisi del lavoro tenuta a bada nelle grandi aziende e dal blocco dei licenziamenti  Tante però le nuove fragilità sociali. Landi: «Il valore aggiunto è sceso del 9,1%»

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REGGIO EMILIA. Siamo esposti al contagio, protetti da una sanità che lavora ma in affanno, con un impatto economico forte anche se meno peggio del previsto grazie al traino delle grandi aziende e al blocco dei licenziamenti. Tutto finito quindi? Non proprio, perché se l’economia di Reggio Emilia nel suo complesso è riuscita ad assorbire l’urto delle prime due ondate di Coronavirus, non è ancora certo se ne arriverà una terza e soprattutto quando si uscirà realmente dall’emergenza sanitaria, diventata anche economica, che ha messo al tappeto commercio, ristorazione, turismo e anche moda, con conseguenze poi psicologiche e sociali profonde.

RIPRESA PIù LENTA

A offrire la fotografia su scala locale – una delle più ampie disponibili finora – è la Camera di Commercio, secondo cui Reggio Emilia ha resistito sicuramente meglio di altre aree del territorio nazionale e regionale, ma il territorio reggiano ha comunque pagato un pesante tributo alla pandemia. A dirlo è il nono “Rapporto sulla coesione sociale” realizzato dall’ente camerale, che offre l’immagine di una sofferenza diffusa, mettendo in evidenza, in particolare, i contraccolpi che nel 2020 hanno riguardato salute, economia e scuola, con effetti ancora presenti nella nostra provincia e prospettive di ripresa che viaggiano a ritmi decisamente rallentati rispetto alle previsioni antecedenti l’ondata di contagi ricominciata in autunno.

LE VITE PERSE

«Il prezzo pagato innanzitutto in termini di decessi e di sofferenze individuali e familiari – sottolinea il Commissario straordinario della camera di Commercio, Stefano Landi – è molto alto, e il nostro primo pensiero va proprio a coloro che sono stati colpiti così pesantemente dagli effetti del Covid, con 29.000 contagiati e oltre 1.000 decessi. Il sistema sanitario si è certamente distinto – come rilevano i dati del Rapporto su Reggio curato da Gino Mazzoli – per qualità ed efficienza, ma insieme al ringraziamento a tutti gli operatori e le autorità sanitarie per quanto hanno fatto, esprimiamo innanzitutto la nostra solidarietà e vicinanza a chi più duramente ha pagato gli effetti della malattia».

PANDEMIA ECONOMICA

Il rapporto camerale affidato allo psicologo analizza, insieme alle ripercussioni registrate proprio sul fronte sanitario, tutte le principali criticità e le situazioni di crisi che la pandemia ha generato. «Tra queste – spiega Landi – vi è certamente quella economica, che ha visto ridursi del 9,1% il valore aggiunto della nostra provincia, ha registrato un’esplosione della cassa integrazione e un’inversione di tendenza del tasso di disoccupazione, previsto a fin anno al 4,3% rispetto al 4% del 2019 e nonostante un avvio di 2020 all’insegna della flessione».

LE RISORSE IN CAMPO

«Come Camera di Commercio – prosegue Landi, diventato commissario dell’ente dopo la riforma – abbiamo messo in atto ogni misura possibile per contrastare le difficoltà in costante aumento, concentrandoci in particolare sul credito nella prima fase emergenziale, poi sui ristori (in particolare per le imprese turistiche) e sulla continuità degli investimenti a sostegno dell’internazionalizzazione e della digitalizzazione, con un impegno complessivo di 3,5 milioni di euro. Ora – conclude Landi - stiamo lavorando intensamente sulla valorizzazione dei patrimoni locali che riguardano cultura, turismo e prodotti tipici del territorio, ma è evidente che il perdurare della pandemia rende urgenti nuovi interventi di sostegno da parte del Governo, chiamato ad implementare decisamente sia i cosiddetti “ristori” finalizzati alla tenuta del sistema imprenditoriale, sia gli investimenti e gli aiuti finalizzati al rilancio dell’economia». I ristori erogati tramite il bando regionale hanno visto accogliere 1.258 domande da parte di altrettanti locali reggiani, ai quali vanno 2mila euro ciascuno. «Possono sembrare una goccia nel mare – dice Landi – ma tutto può servire per aiutare chi è in difficoltà». —

E.L.T.

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