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«M5S, via in caso di una scissione» Scelta “contro” di Signori e Aguzzoli

Elisa Pederzoli
«M5S, via in caso di una scissione» Scelta “contro” di Signori e Aguzzoli

Il consigliere di Bagnolo promotore del documento di «resistenza» contro il sì al governo Draghi

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Elisa Pederzoli

BAGNOLO. Parte dalla base e dalla provincia la protesta di attivisti e portavoce reggiani del Movimento 5 Stelle contro il sì al governo Draghi. Un documento di dura presa di posizione – che vede il consigliere comunale bagnolese Marco Signori tra i promotori e il consigliere comunale di Reggio Emilia, il professore Fabrizio Aguzzoli, tra i sottoscrittori – sta girando e si ingrossa di firme.

Ma in ballo, ormai, non c’è più solo l’appoggio al governo. Ora fanno rumore le espulsioni di chi ha votato no al Senato – nomi di spessore, come Nicola Morra, presidente della Commissione antimafia, e Barbara Lezzi – e lo spettro di una scissione. Su questo molti reggiani sono pronti. «Non credo ci sarà, ma nel caso – dichiara Aguzzoli – la mia scelta sarebbe obbligata...».

IL DOCUMENTO

Il documento è netto e chiaro, e richiama le origini del Movimento 5 Stelle, che qui nel Reggiano ha avuto un nocciolo duro e forte, tanto da vedere oggi la carica di vicepresidente della Camera ricoperta dalla reggiana Maria Edera Spadoni.

I firmatari definiscono «inaccettabile sostenere il governo Draghi, espressione delle oligarchie e formato da improponibili personaggi ai quali non siamo disponibili ad accostare la nostra identità etica e politica». Sotto accusa il quesito al voto su Rousseau, «truffaldino e manipolatorio». «Il presupposto fondativo, la creazione del cosiddetto superministero per la transizione ecologica, nella composizione del governo Draghi è venuto clamorosamente meno» aggiungono.

I firmatari parlano di «resistenza». «Riteniamo indispensabile preservare quell’unità che ci consenta di continuare a stare insieme sviluppando, all’interno del M5S finché sarà possibile, una critica collettiva che diversamente non potrebbe esprimersi. Alcuni desiderano, per aver mano libera nel finire di distruggere quel che resta del M5S, che ce ne andiamo in ordine sparso sotto la spinta della rabbia e della delusione. Non daremo questa soddisfazione» concludono.

I SOTTOSCRITTORI

C’è malessere tra gli attivisti pentastellati reggiani. Quello che succede a Roma non piace alla base: nelle chat e negli incontri virtuali la voce è di forte dissenso. Che ora, però, viene alla scoperto con questo documento. A sottoscriverlo molti consiglieri comunali eletti. Signori è tra i promotori. «C’è stato un confronto collettivo, i nostri parlamentari ne sono al corrente – spiega –. Io ho fatto da tramite con i miei colleghi della provincia. E devo dire che c’è una buona adesione». Ci sono le firme di consiglieri comunali in carica: di Castellarano, Orietta Grimaldi; di Castelnovo Monti, Luca Maioli; di Cavriago, Giuseppe Pagoto, Sara Martinico; di Correggio Mauro Pernarella, e tanti altri, anche tra gli ex eletti, oltre che tra gli attivisti.

Ma il punto all’ordine del giorno ormai sta diventando un altro: quello delle espulsioni. Uno scenario che ne apre altri. «Io, e anche altri, abbiamo mandato mail di solidarietà ai portavoce nazionali esclusi dal gruppo parlamentare e non ancor esuli – puntualizza Signori –. Se fosse perfezionato il procedimento di espulsione, ognuno di noi si troverebbe di fronte a scelte di coscienza: se rimanere o lasciare. Io lo farei per una alternativa, non via in ordine sparso». Si parla di scissione? «Sì. Rispetto a questa possibilità molti di noi sarebbero messi di fronte alla scelta. Se non sarà possibile condurre una politica di resistenza a quella di un governo di oligarchie, agirei di conseguenza» conferma.

Non la prevede una scissione, ma conferma che in quel caso lascerebbe il M5S anche il consigliere comunale di Reggio Emilia Fabrizio Aguzzoli. «Non credo che ci sarà, ma tra gli espulsi ci sono persone affidabili, di cui ho grande stima. Se ci dovesse essere una scissione, la mia scelta sarebbe obbligata, verso l’altra parte» dichiara. La firma al documento contro il sì al governo Draghi, Aguzzoli la spiega così: «Da portavoce ho il polso di come sente la base, e posso dire che in Emilia-Romagna la base era assolutamente contraria a questo governo. E per me, personalmente, questo è il de profundis del movimento. L’ultimo errore. Rispetto al governo Draghi avrebbe potuto astenersi, e votare solo i provvedimenti. Le espulsioni? Sono l’ennesimo errore». —

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