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Per il giudice, in sede civile l’Ausl risponde anche dei medici convenzionati

Ambra Prati
Per il giudice, in sede civile l’Ausl risponde anche dei medici convenzionati

CASTELNOVO, processo A DUE PEDIATRI per la bimba morta 

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Ambra Prati

CASTELNOVO MONTI. Una udienza dibattuta e tecnica, ma su una questione non peregrina: in caso di condanna dei medici (un pediatra di famiglia e un pediatra dell’ospedale) l’Ausl di Reggio Emilia dovrà provvedere al risarcimento? Secondo il gup Andrea Rat, sì.

Si è stabilito questo, ieri in tribunale a Reggio Emilia, sul caso di Maya Dumitrascu, una bambina di tre anni affetta da sindrome di Down deceduta all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio il 3 novembre 2016 con una diagnosi di varicella, dopo diciassette giorni di agonia.

Anche stavolta i genitori, rappresentati dagli avvocati Helmut Bartolini e Gianluca Nicastro del Foro di Torino, hanno presenziato alla seduta, come hanno sempre fatto negli ultimi cinque anni. «Il padre e la madre sono determinati nel chiedere giustizia», sottolinea l’avvocato Bartolini.

La vicenda risale all’autunno 2016, quando la bimba era stata portata una prima volta dal pediatra per quelli che sembravano banali sintomi da raffreddamento. La piccola non migliorava e, nel corso di una seconda visita dal pediatra, le era stata diagnosticata la varicella. Era il 25 ottobre 2016. Poiché Maya stava male, i genitori si erano recati al pronto soccorso di Castelnovo Monti, dove la piccola era stata curata e dimessa. Un ulteriore peggioramento aveva reso necessario il ricovero nella Rianimazione del Santa Maria Nuova, dove purtroppo era sopraggiunto il decesso. All’epoca i genitori, residenti nel capoluogo montano, fecero subito un esposto ai carabinieri e il caso fece clamore. Inizialmente la Procura aveva indagato otto sanitari di Castelnovo Monti e di Reggio che avevano avuto contatti con la piccola paziente. Sei posizioni (tutti i dottori di Reggio) erano state archiviate, e il pm Isabella Chiesi aveva ottenuto il rinvio a giudizio di due camici bianchi: il pediatra di famiglia Carlo Boni, 61 anni (difeso dall’avvocato Jader Ritrovato di Bologna), e Gianluca Marconi, 63 anni, ex sindaco di Castelnovo, ex pediatra ospedaliero del Sant’Anna (difeso dall’avvocato Alessandro Sivelli, che rappresenta pure l’Ausl). Sono entrambi accusati di omicidio colposo poiché, secondo i familiari di Maya, non avrebbero tenuto conto della maggiore vulnerabilità della piccola.

L’udienza preliminare di ieri ha ruotato sulla posizione dell’Ausl di Reggio Emilia, citata dai genitori costituitisi parte civile e autorizzati in precedenza a chiamare in causa l’azienda sanitaria. Il difensore Sivelli ha sostenuto che è da escludere la responsabilità civile dell’Ausl in relazione all’omicidio colposo di un pediatra convenzionato: l’azienda deve rispondere dei soli dipendenti, non dei medici convenzionati. L’avvocato Bartolini invece ha obiettato che, ai fini della responsabilità civile, non vi è alcuna distinzione tra l’operato dei dottori dipendenti e l’operato dei dottori convenzionati: l’Ausl deve rispondere in ogni caso. Quest’ultima tesi è stata accolta dal gup Rat, che ha rigettato l’istanza di Sivelli e ha rinviato all’11 marzo per la nomina di un medico legale cui spetterà il compito di stendere una perizia che sarà il principale “campo di battaglia” del processo. —

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