Il reggiano Vinci vota “no” a Draghi e lascia la Lega per Fratelli d’Italia
Leghista da sempre, è stato accolto nel partito della Meloni In consiglio comunale a Reggio passerà al gruppo misto
Leonardo Grilli
reggio emilia. L’uscita dalla Lega di Gianluca Vinci, parlamentare e consigliere comunale reggiano, ha suscitato un’ondata di malumori più o meno sottaciuti fra gli ex colleghi – e forse anche ex amici – del Carroccio, bilanciata dall’abbraccio di Fratelli d’Italia.
Vinci, leghista di lungo corso, è stato eletto per la prima volta in Sala del Tricolore a Reggio nel 2009. Ex candidato sindaco e dal 2015 al 2019 segretario regionale del partito, è a Montecitorio da marzo 2018 vestendo i verdi colori padani. Almeno fino a giovedì, quando a sorpresa il deputato ha votato contro la fiducia all’esecutivo di Mario Draghi, annunciando al contempo il suo ingresso nel partito di Giorgia Meloni. Un voto accompagnato, come di consueto nel caso dell’avvocato e politico reggiano, da un lungo post sulla sua pagina Facebook.
l’addio
«Ho deciso di votare no a questo Governo e non far parte di una maggioranza variopinta dove tutti odiano tutti ma si sta uniti, si danno nuove cariche e si cambiano i programmi della legislatura senza mai andare al voto». Un “no” definito come «un atto dovuto, rispettoso del mandato ricevuto dagli elettori che alle elezioni hanno votato per avere un’alternativa alla sinistra».
Difficile, per il reggiano, «fermare il sentimento di antipolitica quando ci si allea con i propri avversari di sempre, con un’idea di immigrazione, di famiglia, di proprietà privata, di tassazione, di legalizzazione di droghe leggere sempre totalmente opposta alla nostra».
Concludendo infine con un ringraziamento «di cuore a Giorgia Meloni e tutta Fratelli d’Italia per essere stati coerenti e avermi accettato nella loro grande famiglia, che da oggi è anche la mia».
gli ex amici
Nessuna parola di saluto invece per la vecchia famiglia, quella leghista, con cui il parlamentare era stato eletto alla Camera. Una sorta di “ingratitudine” che, unita alla sorpresa del cambio di casacca, ha suscitato non pochi malumori soprattutto nella Lega reggiana. Che, proprio sotto la guida di Vinci, negli ultimi anni ha cambiato pelle e rinnovato gran parte del gruppo dirigente.
Tutti gli ex compagni di partito si trincerano dietro un secco “no comment”. L’unica piccata replica arriva da Andrea Ostellari, commissario della Lega Emilia: «Non commentiamo. Lavoriamo per il Paese».
in consiglio comunale
Sembra quindi già segnata la strada che dovrà percorrere Vinci in consiglio comunale.
Non potendo restare con la Lega ma non potendo nemmeno creare il gruppo di Fratelli d’Italia – da regolamento servono minimo due consiglieri, e l’avvocato al momento è l’unico esponente di FdI in Sala del Tricolore – dovrà entrare nel gruppo misto con Cristian Panarari, ex M5s. —
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