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L’ACCORDO tra Comune, aUsl e Soprintendenza 

«Ospiteremo passato e futuro nella struttura sanitaria»

R.F.
«Ospiteremo passato e futuro nella struttura sanitaria»

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REGGIO EMILIA. L’accordo sottoscritto tra la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per Bologna, Modena, Reggio, Ferrara, il Comune e l’Azienda Usl Irccs di Reggio punta a valorizzazione i resti archeologici di un acquedotto romano rinvenuti durante i lavori preliminari alla costruzione del Mire in fase di realizzazione all’ospedale Santa Maria Nuova.

Un’accordo “per molti versi innovativo”, hanno sottolineato i firmatari, che servirà a garantire la conservazione, la valorizzazione e la fruizione del manufatto rinvenuto durante i lavori di cantiere. La soluzione sarà la creazione di spazi all’interno del Mire nei quali i reggiani potranno ammirare alcune parti degli acquedotti ritrovati e seguire attraverso filmati, testi e ricostruzioni non solo l’importanza dell’acqua per l’uomo ma anche la capacità degli antichi romani di realizzare opere fondamentali per lo sviluppo delle città, come veniva gestita la città e quali trasformazioni ha subito Reggio nel tempo. Un’attività a cui si affiancherà quella dei Musei civici che, oltre a conservare i reperti rinvenuti, potranno incrementare l’offerta culturale e didattica e costruire un percorso di conoscenza delle testimonianze antiche della città romana.

«È un accordo importante per l’entità, la consistenza e l’estensione della struttura archeologica individuata e coraggioso, perché tiene insieme passato e futuro e valorizza una testimonianza della storia e della vita più antica della città», spiegano il sindaco Luca Vecchi, il direttore generale Ausl Cristina Marchesi e l’ex soprintendente Cristina Ambrosini, dirigente della Soprintendenza stessa al momento della firma dell’accordo. Grazie all’Accordo – sottolinea il sindaco – la città saprà valorizzare e conservare questo ritrovato acquedotto romano che testimonia anche l’importanza di Regium Lepidi nell’antichità», mentre Cristina Marchesi rimarca che «si apre la prospettiva di ospitare il passato e il futuro in uno stesso luogo, con il Mire che sarà una struttura sanitaria che, per caratteristiche innovative e specialità cliniche migliorerà l’offerta sanitaria». —

R.F.

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