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«Tinelli sollecitava nomine in chat Le sue parole non sono affidabili»

«Tinelli sollecitava nomine in chat Le sue parole non sono affidabili»

Per i consiglieri la deposizione dell’avvocatessa è di scarso valore «Si è verosimilmente rivolta a Palamara anche per Mescolini» 

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reggio emilia. La delibera della Prima Commissione si sofferma a lungo sull’audizione il primo dicembre scorso di Celestina Tinelli – al tempo presidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia – arrivando però, alla fine, a un giudizio tranchant.

L’avvocatessa reggiana ha parlato dell’istanza dell’avvocato Luca Tadolini («È noto per essere un esponente politico della destra, fa politica») che aveva non solo chiesto pubblicamente le dimissioni del procuratore Mescolini – una volta conosciuto il contenuto delle chat di WhatsApp del 2018 fra Mescolini stesso e Luca Palamara – ma si era pure rivolto all’Ordine degli avvocati, affinché appoggiasse la sua iniziativa, incassando in settembre un secco “no”, come spiega Tinelli: «La conclusione, dopo ampia discussione, all’unanimità delibera di ritenere la richiesta dell’avvocato Tadolini estranea alle competenze dell’Ordine degli avvocati. In ogni caso, rispetto all’oggetto della richiesta, il consiglio osserva che si tratta di circostanze aventi anche natura politica e allo stato riportate dalla stampa e probabilmente già all’attenzione degli organi competenti che non compromettono l’indipendenza dell’avvocatura».

Sempre nell’audizione prende, in pratica, le difese di Mescolini che opera in una Procura litigiosa: «La percezione è di una Procura che lavora, che funziona, nonostante anche lì inchieste molto importanti, tra l’altro certamente verso esponenti di Sinistra, come “Angeli e Demoni”, ad esempio, o tutte quelle indagini contro i funzionari del Comune. Forse noi avvocati sappiamo che nella Procura di Reggio spesso ci sono conflittualità, ci sono state negli ultimi vent’anni, però sono cose che sanno gli avvocati, non so se a voi interessa saperle. C’è una conflittualità dentro a quella Procura che ogni tanto esplode».

Una deposizione che i consiglieri del Csm valutano come di «scarso rilievo», facendo un riferimento ben preciso: «Non va sottaciuto che dall’analisi delle chat emerge che anche Tinelli si era rivolta a Palamara per sollecitare nomine nel distretto di Bologna (ne vengono indicate tre fra il 2017 e il 2018, ndr) e, verosimilmente, anche per la nomina di Mescolini la cui proposta andò, una prima volta, al plenum del 14 febbraio 2018. Circostanza che getta una luce diversa, in termini di affidabilità, sulle sue dichiarazioni». —

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