Ucciso da auto pirata a Caprara i carabinieri cercano una Bravo
Svolta nelle indagini: trovati pezzi di lamiera di un’auto di colore grigio chiaro L’invito dei militari: «Officine e demolitori segnalino l’ingresso di veicoli sospetti»
campegine. È’ stato investito da un’auto pirata mentre andava in biciclettta, Abas Uddin, l’uomo di 45 anni del Bangladesh, trovato morto la sera di sabato scorso in un fosso a lato di via Marconi, la strada che taglia la frazione di Caprara. Ne sono ormai convinti i carabinieri della stazione di Castelnovo Sopra, che svolgono le indagini coordinate dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani. Un elemento, tra gli altri, supporta l’ipotesi dell’incidente: le evidenti ammaccature che la bici dell’uomo presenta nella parte posteriore. E non solo. Durante i sopralluoghi dei giorni seguenti, i militari hanno rinvenuto, proprio nei pressi del luogo dove si trovava il cadavere, anche alcuni frammenti di un’auto che, sottoposti ad accertamenti tecnico-scientifici, sono risultati essere di una Fiat Bravo prodotta tra il 2007 e il 2014, di colore grigio chiaro. E sono quei frammenti di lamiera, elemento certo e inconfutabile, il cuore dell’indagine che punta a chiarire le cause della morte di Uddin, un uomo che viveva a poca distanza dal punto del presunto investimento, con una moglie rimasta in Bangladesh, assistito dalla cooperativa sociale l’Ovile di Reggio Emilia, che ha anche lanciato una raccolta fondi per trasferire il corpo dell’uomo nel suo paese d’origine. Uddin svolgeva lavoretti saltuari – sembra che abbia anche svolto volontariato per il Comune di Campegine – e conduceva una vita al limite dell’indigenza.
Sabato sera, probabilmente, il 45enne stava facendo ritorno a casa quando lungo quella strada buia è stato travolto dall’auto. Non è ancora una certezza, secondo i carabinieri, ma le prove fin qui raccolte vanno tutte in quella direzione.
L’allarme – lanciato da un passante che ha visto il corpo dell’uomo riverso nel fosso a testa in giù – è scattato intorno alle 21. Secondo la ricostruzione – ma saranno i risultati dell’esame autoptico svolto ieri a dare la certezza – Uddin potrebbe non essere morto sul colpo. Forse ha perso conoscenza, poi il freddo intenso di quei giorni ha probabilmente fatto il resto. Il corpo, infatti, portava i segni dell’assideramento. Una causa di morte rimasta valida fino al momento del ritrovamento dei frammenti di lamiera. Poi la svolta, le indagini si sono concentrate sulla ricerca della Fiat Bravo grigia e il cerchio si sta stringendo sull’identità del conducente. Oltre ai filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, acquisiti dai carabinieri nell’immediatezza del fatto, sono in corso accertamenti in diverse autofficine e autodemolitori presso i quali la macchina potrebbe essere stata portata per la riparazione o per la demolizione. Ed è ai titolari delle officine che i carabinieri hanno rivolto l’invito a segnalare subito ogni veicolo sospetto, anche per evitare possibili ripercussioni di carattere penale. Un appello analogo i carabinieri lo rivolgono anche al conducente dell’auto: la decisione di costituirsi porterebbe un alleggerimento della posizione giudiziaria.
Chi avesse informazioni utili può rivolgersi ai carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto, al numero di pronto intervento 112 o a qualsiasi altro organo di polizia. —
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