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I pompieri salvano un gatto incastrato dentro al camino

Leonardo Grilli
I pompieri salvano un gatto incastrato dentro al camino

Da tre giorni era bloccato nella canna fumaria in disuso Due ore di intervento e tanta inventiva per salvare il micio

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Leonardo Grilli

reggio emilia. Un miagolio continuo, angosciato, che di notte rimbomba fra le mura di casa, rimbalzando di parete in parete. Non un poltergeist di un qualche felino tornato dall’aldilà per vendicarsi delle crocchette indigeste ma un micione maldestro, scivolato dentro una canna fumaria in disuso e rimasto incastrato sul fondo della tubatura, senza poter più uscire.

Un gatto salvato con un complesso intervento dei vigili del fuoco di Reggio Emilia, grazie a tecnologia e qualche originale espediente. Per raccontare questa storia, ambientata in via Armstrong a Fogliano, bisogna risalire a tre giorni fa. E a spiegare come sono andate le cose è lo stesso caposquadra dei vigili del fuoco che si è occupato del salvataggio, Salvatore Tuttobene: «Il gatto è salito sul tetto della villetta e, guardando all’interno del comignolo, è scivolato all’interno di una canna fumaria mai utilizzata, praticamente nuova. Dopo essere sceso per tre piani è rimasto incastrato quindici metri più sotto, all’altezza di un seminterrato di un vicino adibito a tavernetta».

In un primo momento il proprietario dell’animale, un ventenne reggiano, non si era allarmato più di tanto.

«È normale che i gatti talvolta spariscano per un giorno o due – prosegue Tuttobene –. Ma, di notte, i vicini di casa (in quel punto vi sono delle villette a schiera adiacenti l’una all’altra, ndr) sentivano dei miagolii provenire dalle mura di casa». Erano quelli dell’animale, amplificati dalla canna fumaria che faceva da cassa di risonanza ai suoi lamenti.

A quel punto il ragazzo e le famiglie vicine hanno cominciato la ricerca del gatto, proseguita per due giorni senza risultati. Quindi, ieri, la chiamata ai vigili del fuoco. A Fogliano è arrivata la squadra comandata da Tuttobene che, per salvare l’animale senza fare troppi danni alle abitazioni né ferire l’animale, ha dovuto procedere con molta cautela.

«Prima abbiamo controllato con la termocamera – conclude il caposquadra – poi abbiamo bussato sulle pareti per capire più o meno il percorso della cappa. Poi, per essere sicuri che ci fosse il gatto, e che fosse vivo, abbiamo calato dal comignolo un cellulare legato a una corda con una videochiamata attiva. Infine abbiamo praticato un buco di circa 15 centimetri vicino all’animale, che è uscito fuori immediatamente. Era affamato ma in buona salute e senza nulla di rotto. Si è fatto accarezzare subito». —

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