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Sit-in dei giovani per Zaki Uno striscione in piazza chiede la sua libertà

Matteo Castagnoli
Sit-in dei giovani per Zaki Uno striscione in piazza chiede la sua libertà

L’iniziativa è stata organizzata dal consigliere Simone Tagliati ed è avvenuta a Montecavolo. C’era anche il sindaco Olmi «Questo un punto di partenza»

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QUATTRO CASTELLA. Tutti insieme in piazza (ma distanziati) per Patrick Zaky, il 29enne studente egiziano dell’Università di Bologna detenuto nel carcere di Tora in Egitto da oltre un anno con l’accusa di propaganda sovversiva.

È stata questa la ragione che ha spinto alcuni giovani consiglieri comunali di Quattro Castella a organizzare un flash mob ieri a Montecavolo, all’insegna della libertà e della solidarietà nei confronti di Patrick stesso. Un evento che ha preso le mosse tra piazza Nilde Iotti e, non a caso, il monumento ai Caduti di via Fratelli Cervi, altro evocativo simbolo di libertà in paese. Diversi i presenti, soprattutto giovani per l’evidente vicinanza empatica con l’accaduto, alcuni dei quali hanno esibito cartelli di Amnesty International Italia riportanti frasi come “Patrick libero subito” in difesa dello studente, certo, ma per riflesso dei diritti umani.

Tra i partecipanti anche il sindaco di Quattro Castella, Alberto Olmi, il quale ha spiegato come «l’idea sia nata dalla sensibilità dei giovani per stare dalla parte di chi si vede privato della dignità. Perciò abbiamo deciso di trovarci qui a Montecavolo, di fronte alla Casa del volontariato e dei servizi alla persona (ex scuole elementari, ndr)».

«Ma non vogliamo fermarci qui – prosegue Olmi – anzi vogliamo leggere questo evento come un punto di partenza per realizzare sul territorio uno strumento culturale capace di raccogliere le molteplici esperienze degli studenti che come Patrick hanno intrapreso un cammino all’estero, o che dall’estero si sono recati qui». Aspetto, questo, che sta a cuore anche ad uno dei principali promotori dell’iniziativa, Simone Tagliati, giovane consigliere comunale, molto attivo in ambito sociale e giovanile. «L’esempio che oggi ricordiamo ci lascia un seme che dobbiamo raccogliere e coltivare – spiega Tagliati – ossia quello di valorizzare queste esperienze che i giovani compiono, mettendole in comune, confrontandoci per arricchirci tra di noi e, perché no, semplicemente informare che esistono certe possibilità».

Il flash mob, svoltosi nel pieno rispetto delle normative sanitarie, si è concluso con l’affissione alla recinzione della Casa del volontariato, lato via IV Novembre, di uno striscione con la scritta “Libertà per Patrick Zaky” affiancato da un ritratto stilizzato del giovane egiziano. Lo striscione – realizzato da un artista locale, anzi artigiano come si fa chiamare lui, Cristiano Chierici, in arte “Littera Liber” – per stare alle parole del consigliere Tagliati, deve essere «un monito e non uno slogan ipocrita». —

Matteo Castagnoli

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