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Csm, ecco i nomi del Plenum che decideranno su Mescolini

E.Spa.
Csm, ecco i nomi del Plenum che decideranno su Mescolini

Mercoledì si discute la delibera sull’incompatibilità ambientale del procuratore La relazione inviata anche alla Terza Commissione che si occupa di trasferimenti

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REGGIO EMILIA. Un totale di 16 magistrati e 8 fra professori ordinari di materie giuridiche o avvocati con 15 anni di esercizio della professione. E poi i componenti di diritto: Pietro Curzio, primo presidente della Cassazione, Giovanni Salvi, procuratore generale presso la Cassazione, e David Ermini, vicepresidente del Csm, che sostituisce in via ordinaria il capo dello Stato, Sergio Mattarella. È questo il Plenum del Csm, l’organo di autogoverno che nella seduta plenaria di mercoledì dovrà decidere sulla proposta di trasferimento per incompatibilità ambientale del procuratore, Marco Mescolini, deliberata dalla Prima commissione al termine di un’istruttoria condotta da Antonino Di Matteo, pm antimafia e cittadino onorario di Reggio.

La procedura è stata avviata dopo le polemiche dell’estate scorsa, quando sono state rese note le chat fra Mescolini e l’ormai ex magistrato, Luca Palamara, risalenti al 2018, in vista della corsa alla carica di procuratore reggiano, ottenuta poi da Mescolini sempre nel 2018. Messaggi che hanno innescato una bufera sui rapporti fra politica e magistratura. E che, il 16 settembre 2020, hanno dato il “la” a un esposto inoltrato al Csm da 4 pm reggiane (Pantani, Chiesi, Salvi e Stignani), nel quale le magistrate – poi ascoltate in Commissione – hanno accusato Mescolini di aver loro mentito sulle chat, sottolineando la perdita di «credibilità e autorevolezza» della Procura per «presunte omissioni poste in essere nello svolgimento dell’attività d’indagine», con decisioni che tradirebbero una vicinanza del procuratore al Pd.

Davanti alla Prima commissione, Mescolini si è difeso rispedendo le accuse alle mittenti, sostenendo di essere vittima di «mero sospetto» e di avere chiesto solo informazioni sui tempi della pratica, negando pressioni. Ma per Di Matteo, è emersa una situazione d’incompatibilità con Reggio e il distretto giudiziario di Bologna, rimandando come da procedura la decisione al Plenum e inviando la relazione anche alla Terza Commissione, che si occupa di trasferimenti dei magistrati. Al Plenum partecipano tutti i componenti del Csm, togati e laici, i primi dei quali eletti con un sistema messo pesantemente in discussione o dopo le rivelazioni delle chat di Palamara. I membri laici sono eletti dal Parlamento in seduta comune. I componenti eletti in Parlamento sono Michele Cerabona, Alessio Lanzi, Emanuele Basile, Filippo Donati, Stefano Cavanna, Fulvio Gigliotti, Alberto Maria Benedetti. Fra i magistrati, invece, Carmelo Celentano, Loredana Miccichè, Antonino Di Matteo, Antonio D’Amato, Concetta A.R. Grillo, Mario Suriano, Elisabetta Chinaglia, Alessandra Dal Moro, Giuseppe Cascini, Paola Maria Braggion, Sebastiano Ardita, Michele Ciambellini, Giuseppe Marra, Giovanni Zaccaro, Ilaria Pepe. Fino al 19 luglio 2019, nel Csm c’era anche il reggiano Gianluigi Morlini, coinvolto nel caso Palamara e in attesa dell’esito di un procedimento disciplinare. —

E.Spa.

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