Precipita nel pozzo dei liquami e muore La tragedia in un allevamento di Poiago
La vittima della caduta accidentale è Antonio Lamberti, 60 anni, proprietario dell’azienda agricola insieme al fratello
CARPINETI. Morto sul fondo del pozzo nero dei liquami della stalla. Ha perso la vita in questo modo, mentre lavorava nell’azienda agricola che seguiva da decenni assieme al fratello, il 60enne Antonio “Tonino” Lamberti. Il corpo dell’uomo è stato ritrovato nella mattinata di ieri all’interno del “pozzotto” di raccolta dei liquami e degli scarti del grande allevamento bovino che i Lamberti gestiscono nei campi attorno a Poiago di Carpineti, in un’area raggiungibile solo tramite una carraia collegata alle loro abitazioni.
Uno degli operai che collabora coi titolari ha dato l’allarme poco prima delle 8, dopo aver cercato a lungo Tonino, sempre puntuale e sempre presente. A insospettire l’addetto è stato il bocchettone di una pompa, ancora in funzione, collegato al pozzo nero utilizzato per raccogliere i liquami delle vacche da latte allevate dai Lamberti. La grande vasca, profonda quasi cinque metri e con una capacità complessiva vicina ai 20mila metri cubi, si trova sotto il capannone dove sono custodite le bestie ed è accessibile tramite un pozzo all’aperto, solitamente protetto da una grata in quel momento appoggiata a una parete dell’edificio.
A Poiago è arrivata una prima squadra di vigili del fuoco del distaccamento di Castelnovo Monti, seguita poi da una seconda unità, quando la situazione è diventata più chiara. E la necessità di esplorare la vasca è diventata palese. Alcuni pompieri, protetti da una tuta impermeabile e da una maschera anti-gas necessaria per proteggersi dalle esalazioni dei gas generati dall’accumulo di deiezioni, si sono calati nel pozzo nero e lì hanno rinvenuto il corpo di Lamberti.
La salma è stata imbragata ed estratta a mano, senza poter usare i verricelli dei veicoli, impossibilitati ad arrivare nella zona del vascone a causa del fango. Partita la segnalazione, a Poiago sono arrivati anche i carabinieri della caserma di Carpineti, il personale sanitario del 118 di Castelnovo Monti e i tecnici della Medicina del lavoro del distretto Asl di Scandiano, oltre ai famigliari. Successivamente, ha raggiunto l’allevamento anche il vicesindaco di Carpineti, Mirco Costetti.
Il completamento delle operazioni di recupero ha richiesto diverse ore, e solo nel primo pomeriggio le manovre sono state completate. La dinamica della morte è ancora in via di ricostruzione. Non è chiaro quando Lamberti si sia recato allo “stallone”, né come sia finito dentro il pozzo nero. L’ipotesi più probabilmente, al momento, è che il 60enne abbia raggiunto l’allevamento nel tardo pomeriggio di due giorni fa per attivare la pompa di spurgo. Nessuno lo ha più visto dopo le 19 di sabato ma, considerato che l’uomo viveva da solo da quando la madre si trova in una casa di riposo, nemmeno i parenti si sono subito insospettiti.
Nella sera di sabato o nelle primissime ore di domenica, ad ogni modo, Lamberti è arrivato sino all’apertura del deposito di scarti liquidi e ha piazzato il bocchettone della pompa, attivando l’impianto. A quel punto, la caduta fatale, che potrebbe avere diverse cause: una scivolata sul fango, un passo falso che ha portato all’inciampo o un malore, forse causato dalle esalazioni. I gas che si generano all’interno dei pozzi neri, uniti al progressivo consumo dell’ossigeno disponibile, sono stati in passato alla base di tanti incidenti in allevamenti agricoli nelle campagne emiliane, perché in grado di stordire e di far perdere i sensi alle persone con la loro tossicità. Sembra invece esclusa la possibilità di un cedimento della grata che chiudeva l’accesso al pozzo, visto che la rete metallica è stata trovata sulla parete esterna dell’allevamento, ad alcuni metri di distanza. Nei prossimi giorni i referti delle analisi effettuate sul posto, uniti a quelli sul corpo di Lamberti, dovrebbero dare una risposta. —
Adriano Arati
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