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Si avvia verso i 150 anni la chiesa di San Rocco costruita dal Comune

Da.Al.

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CAMPEGINE. A Caprara di Campegine, in via Pietro Nenni, c’è la chiesa di San Rocco voluta da don Matteo Romani nel 1872, che fu realizzata, su progetto dell’ingegnere Pietro Marchelli, solo qualche anno dopo, nel 1875.

Un edificio religioso particolare, la cui realizzazione allora fu finanziata a spese dell’amministrazione comunale di Campegine, che prese corpo da un preesistente oratorio costruito dai cittadini di Caprara, in origine dedicato alla visitazione di Maria Vergine a santa Elisabetta. Qualche anno dopo, l’oratorio fu intitolato al protettore San Rocco, probabilmente per esaudire un voto degli abitanti di Caprara, inteso ad ottenere la taumaturgica protezione del santo contro la terribile peste che allora colpì il paese.

Solo nel 1975 l’amministrazione comunale di allora donò la chiesa di San Rocco alla Diocesi di Reggio Emilia, in occasione del centenario della fondazione e del 50° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di padre Leone Zanni, già missionario comboniano, indimenticabile primo parroco dei capraresi.

La vera storia di questa chiesa particolare l’ ha scritto proprio il suo primo parroco, Leone Zanni, parroco di Caprara dal 1948 fino al 1975: un personaggio molto importante per il paese e benvoluto da tutti i fedeli di Caprara e di Campegine; un missionario che ha portato la parola di Dio nei paesi più poveri dell’Africa.

Oggi la chiesa di San Rocco conserva con cura al suo interno due dipinti ad olio su tela: la pala dell’altare che raffigura la Madonna in gloria con i santi Rocco, Sebastiano e Fabiano, patroni di Caprara, e un dipinto ovale che ritrae san Rocco, entrambi di scuola emiliana risalenti alla metà del XVII secolo. Forse per la sua storia e per quello che rappresenta con i suoi 146 anni di vita, ancora oggi la chiesa di Caprara accoglie ogni giorno numerosi fedeli. —

Da.Al.

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