Il primo registrato al mondo è realizzato in Russia Percentuali altissime, ma poca trasparenza sui dati
Quello russo è il primo vaccino registrato nel mondo, ma ha suscitato e sta suscitando molte polemiche per il modo con cui sono stati presentati i risultati e la poca trasparenza dei dati. Il vaccino russo si basa su due diversi vettori adenovirali umani che permettono una risposta immunitaria più forte e a più lungo termine rispetto ai vaccini che utilizzano uno stesso vettore. Gli studi indicano un'efficacia al 91,4 per cento e al 100 per cento per le forme gravi. Non è ancora chiaro se questo vaccino russo funzioni contro le varianti emergenti che stanno preoccupando il mondo – e questo è comunque un problema comune a tutti gli altri vaccini. Viene somministrato in due dosi separate a distanza di 21 giorni l'una dall’altra. Invece, le modalità di conservazioni sono piuttosto semplici: precisamente a una temperatura compresa tra i 2 e gli 8 gradi. È difficile poter stabilire il costo a dose per l’Unione europea, l’ipotesi è che possa essere fissato attorno agli 8 euro. Diversi Paesi, anche europei, stanno pensando se acquistarlo.
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