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castelnovo sotto, IL CARNEVALE 

Maschere e amicizia nel libro sulla storia della scuderia Fiac

Andrea Vaccari

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Andrea Vaccari

Castelnovo Sotto. Storie di maschere e amici, ma non solo. Nel libro che racconta la storia della scuderia Fiac ci sono anche tradizione, volontariato e tanto altro: aspetti efficacemente racchiusi in quest’opera di oltre 250 pagine e corredata da più di 450 fotografie, a ripercorrere tutte le mascherate della Fiac dal 1978 a oggi.

Un lavoro certosino (curato graficamente da Davide Reggiani) che ha permesso di mettere nero su bianco l’epopea di una scuderia che da più di quattro decenni rappresenta una costola importante del carnevale castelnovese.

«L’idea di riassumere in un libro la nostra esperienza – spiega Luca Reggiani, uno dei componenti storici della scuderia – l’avevamo da tempo e dopo l’ultima sfilata dell’anno scorso abbiamo iniziato a ragionare concretamente su come procedere. Ognuno di noi si è occupato della propria parte è così abbiamo iniziato ad accumulare materiale. Ne è uscita un’opera che racconta perfettamente la nostra storia attraverso i protagonisti e i loro racconti».

Il libro è stato presentato la scorsa settimana nella sala consiliare del municipio, con accesso contingentato, in una serata che ha visto l’intervento di numerosi componenti della Fiac, preceduti dai saluti del sindaco Francesco Monica e di Marco Mattioli, che hanno rimarcato i tratti distintivi del Carnevale castelnovese: la passione e il volontariato, elementi che lo differenziano in maniera sostanziale da molte altre manifestazioni dello stesso tenore che si svolgono sul territorio regionale e nazionale, nelle quali è preponderante la componente economica.

Prima della presentazione, ha fatto da prologo il video di lancio del libro, con protagonista il Castlein, alias Andrea Zanni, che riceve un misterioso pacco con la scritta “Mia virèr”: sopraffatto dalla curiosità, però, non resiste e al momento di aprire il regalo (che ovviamente consiste nel libro) viene travolto da un’ondata di coriandoli.

Tante le curiosità e gli aneddoti contenuti nel libro, in primis quella dell’origine del nome della scuderia.

La prima mascherata con cui il gruppo si cimentò nel 1978 fu “E l’uomo inventò la macchina”, che contrapponeva le radici culturali di un mondo legato alla campagna e alla terra, con un invasivo “progresso” rappresentato dall’automobile: in questo contesto, la scelta cadde su Fiac (Fabbrica italiana automobili castelnovesi), in ironica antitesi con la ben più nota casa automobilistica di Torino.

In mezzo, tanti episodi divertenti e, soprattutto, le testimonianze dirette: non solo dei componenti della scuderia ma anche dei tanti amici che in questi anni ne hanno fatto parte occasionalmente, e che hanno fornito il proprio personale ricordo.

Ma non si parla solo di Carnevale.

La Fiac – che nacque su iniziativa dei fratelli Fausto e Luca Reggiani, Paolo e Arturo Speroni, seguiti poi da Emilio Turci e Gabriele Ferretti – si caratterizza per un’ottima tecnica nell’utilizzo della cartapesta che negli anni ha caratterizzato la scuderia con uno stile personale e inconfondibile che ha varcato anche i confini castelnovesi: per un certo periodo, infatti, la Fiac ha anche realizzato soggetti e scenografie per programmi televisivi (ad esempio “Drive in”), per feste nazionali (tra le tante, quelle di “Tango” e “Cuore”) e in campo pubblicitario. —

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