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Mescolini, due senatori chiedono risposte Tadolini incalza Tinelli

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reggio emilia. Clima infuocato e polemiche che non accennano a placarsi a un giorno dalla seduta del Csm in cui il plenum dovrà esprimersi sulla richiesta di trasferimento per incompatibilità ambientale del procuratore Marco Mescolini, deliberata dalla Commissione competente.

Sul caso, fra le 8 interrogazioni parlamentari presentate da ben 5 diversi gruppi politici e rimaste ancora senza una risposta, vi è quella del senatore Gaetano Quagliarello di “Idea Cambiamo” che ritorna all’attacco: «Nell’apprendere delle iniziative del Csm a carico del procuratore di Reggio Emilia, a seguito delle rivelazioni del cosiddetto “caso Palamara”, non posso non ricordare quella interrogazione e soprattutto non posso non rilevare come a fronte di ricostruzioni dettagliate e domande specifiche il governo per mesi non abbia ritenuto di dare risposta e di assumere iniziative conseguenti. La credibilità della giustizia agli occhi dei cittadini – conclude – è sempre più compromessa, auspichiamo anche su questo fronte che sia presto riscontrabile da parte del nuovo esecutivo una netta discontinuità».

Invece il senatore Enrico Aimi – coordinatore regionale di Forza Italia – replica alla nota del Pd reggiano: «Le affermazioni degli esponenti del Pd reggiano suonano come una minaccia, e nemmeno troppo velata, nei confronti di chi sta cercando, non di infangare, ma la semplice verità. Non intimidiscono pertanto Forza Italia, che ha già dimostrato di avere nervi saldi e coraggio da vendere, nel momento in cui ha dovuto affrontare la persecuzione giudiziaria, patita dai suoi uomini di punta e schierati in terra “rossa”: Giovanni Paolo Bernini e Giuseppe Pagliani. Bisogna prendere atto. Bernini e Pagliani non potevano concedere appalti, prebende, finanziamenti. La domanda dunque è semplice: se Reggio Emilia è stata dichiarata “epicentro di ’ndrangheta” si è indagato se ci sono stati rapporti fra mafia e un potere politico che comanda su tutto da decenni?». Si è rinfocolata pure la bagarre che, sotto Natale, ha portato ad una raffica di dimissioni e alla decadenza del consiglio dell’Ordine degli avvocati. Il legale Luca Tadolini – insieme ad altri cinque colleghi – ha chiesto al commissario straordinario la pubblicazione integrale sul sito del verbale consiliare del 21 dicembre scorso in cui, alle pagine da 3 a 10 al momento secretate, sono contenute le “delucidazioni alla presidente Celestina Tinelli sull’audizione davanti al Csm”. Un punto da sempre caldo, perché l’arroccarsi sul silenzio dell’allora presidente ha poi portato allo scioglimento del consiglio. —

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