Pratissolo, il sindaco e la scuola «No a speculazioni politiche»
Nasciuti contro M5S: «Commissione apposita e informativa, mai risposto» Le famiglie fanno partire la raccolta di firme su change.org per la classe prima
SCANDIANO. «Scuola di Pratissolo, la speculazione politica è uno degli aspetti più penosi di questa vicenda».
Rimane il principale argomento di discussione scandianese, la mancata attivazione della prima elementare della scuola “Mario Lodi” di Pratissolo per il prossimo anno scolastico, e provoca la risposta secca del sindaco Matteo Nasciuti alle accuse piovete sull’amministrazione nei giorni scorsi.
Pochi giorni fa si sono chiuse le iscrizioni per le classi prime e per il plesso della frazione lungo il corso del Tresinaro è arrivato un verdetto amaro: i bimbi iscritti sono solo nove, sei in meno rispetto alla cifra minima richiesta di quindici alunni, nonostante il bacino di utenza potenziale dei territori di Pratissolo e Bosco comprendesse almeno venticinque potenziali nuovi scolari. Ma solo quattro famiglie della zona hanno indicato la “Lodi” come prima scelta, affiancate poi da cinque nuclei scandianesi di altre aree.
Una vicenda che ha generato la mobilitazione di diverse famiglie e le critiche del Movimento 5 Stelle, secondo cui l’amministrazione comunale avrebbe potuto muoversi in maniera diversa per informare i genitori e per cercare una soluzione di “bilanciamento” con altri plessi con numeri ben più elevate. Nasciuti replica secco, ricordando come la gestione della creazione delle classi sia di competenza dell’Ufficio scolastico provinciale, che deve seguire le indicazioni di legge al riguardo, a partire da quelle sui numeri per l’attivazione di una classe. «La speculazione politica è uno degli aspetti più penosi di questa vicenda. Una vicenda che certo non ci rende felici e che certo non ci ha lasciati indifferenti. Ma diffondere notizie false a scopo propagandistico non fa certo il bene delle nove famiglie che avrebbero voluto mandare i propri figli alla prima di Pratissolo. Ed è falso dire che salvare una classe con nove iscritti (su venticinque potenziali, da stradario) sia responsabilità del sindaco», afferma. E rivendica il suo impegno, sottolineando invece la mobilitazione “tardiva” delle altre forze politiche: «Abbiamo convocato una commissione apposita (il 16 dicembre sul tema scuole primarie e dell'infanzia) e inviato una informativa (il 15 febbraio scorso) a cui nessuno del Movimento 5 Stelle, né di altre forze politiche di opposizione, ha risposto», sottolinea.
Nel frattempo, proseguono gli sforzi di un gruppo di genitori di Pratissolo per cercare di fermare la chiusura.
Le famiglie stanno cercando di convincere altri nuclei con bimbi da iscrivere alla prima elementare a cambiare la loro richiesta di destinazione primaria. Se il plesso di Pratissolo diventasse la prima scelta per almeno quindici bimbi, la speranza sarebbe quella di una modifica delle decisioni per ora sarebbero già state messe nero su bianco dall’Ufficio scolastico provinciale (l’ex Provveditorato) sulla base dei dati raccolti tramite le domande presentare in formato digitale, usando una piattaforma nazionale. Il timore è a lungo periodo: l’assenza della prima 2021/22 potrebbe essere il segnale di una tendenza numerica che rischierebbe di portare alla chiusura di Pratissolo, terminati gli attuali cicli già in corso, dalla seconda alla quarta. Le famiglie hanno dato il via a una raccolta di firme su change.org, che in poche ore ieri era arrivata a quota 190. —
Adriano Arati
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