«Quote rosa, il caso della giunta arrivato al ministero dell’Interno»
GATTATICO. Scintille durante l’ultimo consiglio comunale, giovedì scorso, a Gattatico. A puntare il dito è il gruppo “Centrodestra Gattatico”, attraverso una nota a firma dei consiglieri Paolo Savina e Paolo Delsante: «Esprimiamo massimo sdegno per l’atteggiamento che il sindaco Luca Ronzoni e la propria maggioranza hanno assunto durante la discussione degli argomenti all’ordine del giorno. In particolare con riferimento alle tre mozioni presentate dal nostro gruppo dove rileviamo e stigmatizziamo l’atteggiamento intimidatorio e ricattatorio che abbiamo dovuto tollerare durante tutta la seduta, iniziato ancor prima con la minaccia di cancellare sul nascere la Commissione Urbanistica, per la quale si andava a votare una modifica al regolamento, qualora l’approvazione non fosse stata unanime anche da parte dei gruppi di minoranza».
«Quando poi si sono affrontate le tre mozioni presentate dal nostro gruppo – scrivono – con un atteggiamento arrogante in palese violazione del regolamento, e a fronte del quale ci sorprendiamo che il segretario comunale non abbia preso posizione, la maggioranza ha proposto due emendamenti che ne andavano a stravolgere le premesse, lasciando intoccate le richieste conclusive, sottoponendo di fatto i gruppi di minoranza all’accettazione passiva di quanto modificato e di fatto estorcendo un voto a favore sui temi da loro aggiunti in premessa, seppur non condivisi».
«La Giunta Ronzoni, non dimentichiamolo, è ritenuta illegittima dalle minoranze in Consiglio, in quanto non rispettosa della legge Delrio sulle quote rosa, e il procedimento di indagine da noi richiesto è già arrivato su tavolo del Ministero dell’Interno, dopo essere passato dalla prefettura di Reggio – vanno avanti – Ora tale organo non solo si fa dettare da mesi l’agenda politica dalla minoranza di centrodestra (sono nostre le recenti proposte più significative, dalla cittadinanza onoraria a Segre alla sospensione dei tributi locali ai ristoratori, dalla salvaguardia del paesaggio delle campagne alle intitolazioni di strade e parchi), ma si appropria con arroganza dei documenti da noi presentati per farne strumento di battaglia politica, pretestuosa ed irrispettosa». «E purtroppo questo atteggiamento cozza vistosamente con gli intenti collaborativi che il nostro gruppo ha sempre cercato di mostrare, al punto che alcune nostre posizioni dovranno essere rivalutate, proprio alla luce dei recenti fatti» concludono. —
Da.Al.
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