«Vetto-Ramiseto, la Regione finanzi il secondo lotto»
VETTO. Nuovi stanziamenti e nuovi sforzi per reperire fondi nazionali con cui completare il secondo lotto della strada Vetto-Ramiseto, a dieci anni dalla realizzazione della prima parte.
la richiesta
A chiedere un ulteriore impegno alla Regione Emilia-Romagna è il consigliere regionale leghista reggiano Gabriele Delmonte, che torna a parlare della cosiddetta fondovalle Lonza, dal nome del corso d’acqua lungo cui corre il tracciato della provinciale 57 che da Vetto risale sino a Gazzolo e alla zona industriale ramisetana, una delle poche aree produttive rimaste nel Crinale appenninico reggiano.
La competenza della strada è della Provincia, Delmonte ora fa appello alla Regione affinché «preveda, in fase di bilancio e in base alle disponibilità finanziarie, uno stanziamento congruo al fine di sostenere la Provincia nella realizzazione del secondo stralcio del collegamento, intercettando inoltre, ulteriori fondi e finanziamenti statali o europei».
IL PERCORSO
Il nuovo percorso della fondovalle Lonza è stato terminato dieci anni fa, nel 2011, con una spesa di un milione e 700mila euro. All’appello manca un secondo lotto che prevede la costruzione di due nuovi ponti sui torrenti Lonza e Vaina e dei collegamenti con la viabilità esistente, per un costo vicino ai 4.5 milioni di euro.
Delmonte sottolinea che la Provincia, in risposta a una sua richiesta di documentazione, ha spiegato che, «rimanendo comunque precluso il ricorso all’indebitamento per realizzare opere pubbliche, sta comunque cercando di riprendere il lavoro di programmazione nel ramo viabilità, con l’obiettivo di intercettare tutti i possibili canali di finanziamento regionali statali».
«Il primo lotto, suddiviso in due stralci e completato nel 2011, ha avuto un costo totale di 1.669.500 euro ed ha rappresentato il primo significativo passo per un’opera di importanza strategica e fondamentale per le attività commerciali e imprenditoriali di tutto il Crinale reggiano, avvicinandolo ai raccordi autostradali e alle principali vie di comunicazione della pianura», continua il consigliere regionale.
Ora, «l’opera avrebbe un’importanza primaria anche in ottica turistica dell’Appennino, elemento che risulta al centro dell’azione legislativa di questa giunta regionale, anche a seguito della creazione di un assessorato dedicato alla montagna» conclude il consigliere montecchiese della Lega. —
Adr.Ar.
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