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IN 1.635 da VACCINARE 

Anche le forze dell’ordine in attesa di una decisione

Ambra Prati
Anche le forze dell’ordine in attesa di una decisione

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Sono in attesa che le comunicazioni a singhiozzo si sblocchino, i 1.635 appartenenti alle forze dell’ordine reggiane che hanno provveduto o stanno provvedendo a un primo screening degli aspiranti al vaccino AstraZeneca. Dai primi esiti i “sì vax” tra le divise viaggiano oltre il 90%. Occorre sottolineare che solo ieri è stato risolto l’ennesimo pasticcio: poiché le fiale AstraZeneca in origine potevano essere somministrate solo agli under 55, alle forze dell’ordine è stata richiesta una distinzione per fasce di età degli agenti, salvo poi vanificare il tutto perché una circolare del ministero della Salute ha chiarito che sono vaccinabili anche quelli con più di 55 anni.

Un secondo nodo è costituito dal fatto che l’attuale screening fornisce un’indicazione di massima modificabile: visto che la firma per il consenso avverrà solo all’atto della vaccinazione sarà possibile fino all’ultimo, per il singolo, cambiare idea e ritirare l’assenso. I vari corpi dipendono da diversi ministeri: carabinieri e guardia di finanza dalla Difesa, polizia di Stato e vigili del fuoco dall’Interno, polizia penitenziaria dalla Giustizia, polizia locale dal Comune. Sistema centralizzato, con una piattaforma per gli aderenti, per i 500 carabinieri e i 150 finanzieri della nostra provincia; da notare che per i militari la vaccinazione ha già preso il volo in altre regioni, come Lazio, Toscana, Sicilia e Lombardia.

La questura di Reggio si trincera dietro a un “no comment”, ma per i 400 poliziotti (comprese le specialità) si prevede un’adesione di massa, così come era avvenuto per i tamponi ai tempi del primo lockdown.

Da oggi parte il tampone rapido per la polizia penitenziaria, finora sottoposta al solo tampone molecolare dovuto a tracciamento. È già stato eseguito un sondaggio tra i 190 agenti e la quasi totalità vuole ricevere l’immunoprofilassi. «Nel sollecitare la campagna vaccinale, ricordiamo che noi operiamo in una struttura chiusa, intorno a cui gravitano tante persone (docenti, familiari, infermieri, medici, educatori, amministrativi) – sottolinea Michele Malorni, segretario del sindacato Sappe – Auspichiamo che, oltre agli agenti, la terapia venga estesa agli amministrativi (una cinquantina) e ai detenuti (380). Finora siamo stati baciati dalla fortuna: a Reggio abbiamo avuto 2-3 casi in un anno, pochissimi rispetto ad altre realtà, ma il rischio c’è sempre».

L’11 febbraio, su input della direzione regionale, è partita una ricognizione interna (indirizzata pure ai volontari) per sapere qual è il potenziale bacino tra i vigili del fuoco reggiani, particolarmente colpiti nella fase iniziale del Covid: su un totale di 240 uomini hanno aderito in 213 (tremila in Regione). «Da allora non abbiamo saputo più nulla», commentano da via della Canalina. È appena partito, al comando di polizia municipale via Brigata Reggio, il monitoraggio tra i 155 agenti in servizio. —

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