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«Irrispettoso verso Delrio e il Pd ma nessuno ha cacciato De Lucia»

Roberto Fontanili
«Irrispettoso verso Delrio e il Pd ma nessuno ha cacciato De Lucia»

La segretaria Venturini: volevamo ricucire, poi lui ha posto come condizione le nostre scuse

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. È stato un dialogo tra sordi quello tra Dario De Lucia e il Pd . «Ho provato a ricucire dopo la presa di posizione della segreteria provinciale del Pd. Ho avuto anche un incontro con il segretario Gigliola Venturini ma non c’era margine», racconta l’ormai ex consigliere di maggioranza, uscito ora dal Pd. «In politica il merito vale zero e dopo essermi confrontato con una parte dei miei elettori che mi hanno detto di andare avanti, ho deciso», dice per poi concludere: «Perché io possa rientrare nel Pd debbono cambiare molte cose». Il presente dell’ex consigliere De Lucia fuori dal Pd è abbastanza delineato, con il “rischio” ora di ritrovarsi ad essere il capo dell’opposizione all’attuale maggioranza in Sala Tricolore. Più difficile anche per il diretto interessato definire lo spazio politico in cui agirà in vista delle amministrative del 2024. Ieri in conferenza stampa De Lucia ha ribadito che a «Reggio serve una vera proposta alternativa, plurale, progressista e laica», sottolineando che «non farò un’opposizione preconcetta, ma porterò in consiglio questioni e temi che verranno dall’ascolto del territorio». Non senza poi aver anche detto che «a Reggio il vescovo Massimo Camisasca pesa molto, ma il mio pensiero è incompatibile con il suo». All’indomani dalla sua uscita dal Pd – comunicata anche in sala Tricolore dopo averne preventivamente informato il sindaco Luca Vecchi e il gruppo consiliare Pd – si apre una nuova fase personale e politica.

Dai contorni indefiniti. Si troverà nel Gruppo Misto e avrà come alleati in sala Tricolore quella minoranza con cui fino a ieri ha battagliato e attaccato. L’addio di De Lucia, a cui non è scontato si aggiunga quello della collega- sodale Fabiana Montanari, a oggi porta a 16 il numero dei consiglieri del Pd. Ma non altera gli equilibri con la maggioranza che può contare su 19 dei 33 consiglieri (sindaco compreso) presenti in sala Tricolore e quindi con un numero sufficiente di voti. Anche ieri De Lucia ha ribadito che la scelta di lasciare il Pd è dovuta a due ragioni: il non condividere la scelta del Pd di sostenere un governo di larghe intese a guida liberista e sul piano locale per una ragione più personale a seguito della censura da parte della segreteria provinciale del Pd alle sue critiche in un post a Graziano Delrio.

Una scelta, la sua, accolta però come inevitabile in casa Pd. Il capogruppo Pd in sala Tricolore Gianluca Cantergiani, dopo aver espresso dispiacere per l’addio di De Lucia, aggiunge: «Non posso far altro che rispettare la sua scelta e cercare di mantenere con lui un rapporto di collaborazione. Credo sinceramente che stia commettendo un errore ma ognuno risponde delle proprie scelte. Continueremo il nostro lavoro come gruppo composto da persone capaci e impegnate e dove non ci sono tracce di quaquaraquà. Un gruppo Pd che non gli ha mai fatto mancare la sua collaborazione».

La segretaria del Pd, Gigliola Venturini, è più dura. «È un esito – dice – che nessuno ha cercato e richiesto. La sua è una decisione personale maturata con una posizione politica, espressa anche in consiglio comunale, sul governo Draghi che la dice lunga sul suo desiderio di prendere le distanze dal Pd. Come segreteria abbiamo ritenuto il suo post profondamente irrispettoso nei confronti di Delrio e soprattutto di tutto il Pd che aveva dato fiducia a Renzi nel momento in cui era diventato segretario». Poi la segretaria provinciale racconta come si è svolto l’incontro con De Lucia. «La sua richiesta di scuse – racconta – non è mai stata all’ordine del giorno, così come non ci siamo mai posti la questione di chiedere a lui di scusarsi. Dopo l’incontro che lui ha chiesto, si sperava fosse possibile un chiarimento reciproco. La sua risposta nel corso dell’incontro è stata “ci penso”. Dopo alcuni giorni è arrivata la sua dichiarazione in cui diceva di essere in attesa di lettera di scuse che nessuno gli aveva promesso. Con molta amarezza devo prendere atto che è stato dichiarato il falso e che forse questa vicenda è stata un pretesto per una decisione, sicuramente sofferta, ma antecedente a questo episodio». —

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