Anziano maltrattato La figlia: «Lividi al polso A letto nudo fra le urine»
correggio. Ancora un’udienza delicata nel processo a sei operatrici della casa di riposo di Mandriolo: accusate di maltrattamenti Karina Da Silva, Maria Di Francesco ed Elena Bassi, con quest’ultima a giudizio anche per violenza privata come pure Antonia Iacovino, mentre Angela Cipriana ed Esther Montoya solamente di violenza privata.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri – coordinati nell’inchiesta dal pm Maria Rita Pantani – dall’ottobre 2016 al marzo 2018 sarebbero avvenuti nella struttura episodi di percosse ad un anziano costretto a letto, con allontanamenti dal campanello per chiedere aiuto e ore di abbandono tra le sue urine, senza essere pulito. Tramite l’avvocato Simone Bonfante, l’84enne si era costituito parte civile, come pure la moglie, ma dopo il loro decesso sono subentrati i figli. E ieri è stata sentita, a lungo, proprio la figlia: «Una volta nel pomeriggio l’ho visto nudo, solo con il pannolone. Le operatrici davano la colpa a mio padre – spiega in aula – e loro gli lasciavano solo il lenzuolo, bastava che lui lo spostasse. Mia madre che andava a trovarlo mi chiamava tutte le sere e diceva che non era vestito bene». Poi si sofferma sul materasso: «Era diviso a metà, formato da due pezzi uniti e sfondato. Dal personale dicevano che erano così in tutta la struttura perché era più facile pulirli in lavanderia, ma non era adatto a mio padre che aveva una vertebra rotta. Ma seppi che alcuni anziani dormivano in materassi anche peggiori». Poi il discorso si sposta sul padre che le aveva detto di non essere trattato bene da una donna, il che fa partire un riconoscimento fotografico in aula di un’imputata. E spunta un altro aspetto: «Un giorno vidi mio padre con ematomi al polso e lui mi disse che la notte non riusciva a girarsi e gli avevano picchiettato sulle mani. Anche un medico – rimarca – notò i lividi in una visita all’ospedale di Correggio. Il dottore disse che quelli che venivano dalla casa di riposo erano tutti messi così e consigliò di sporgere denuncia». Un’udienza-fiume, proseguita con diverse altre testimonianze. —
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