Il Cersaie si farà in presenza e on line Già prenotati l’80 per cento degli spazi
Appuntamento tra il 27 settembre e il 1° ottobre a Bologna. La versione “digital” dal 20 settembre, si chiude l’8 ottobre
CASALGRANDE. Il Cersaie si ripresenta al mondo. Dopo la pausa obbligata dell’anno passato, nel 2021 il principale evento italiano dedicato alla ceramica e all’arredo di bagni e sanitari nel 2021 si svolgerà nuovamente, sia in presenza nella classica sede dell’area fieristica di Bologna, sia in una versione digitale di tre settimane.
l’annuncio
Nella giornata di ieri Confindustria Ceramica ha formalizzato le date dell’edizione 2021 del Cersaie, il salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno.
È la 38esima in assoluto, in programma dal 27 settembre al 1° ottobre a Bologna, in un periodo in cui – se i piani per la vaccinazione proseguiranno ai ritmi sperati – l’emergenza sanitaria dovrebbe essere ridotta e soprattutto i viaggi dall’estero dovrebbero tornare praticabili senza troppe complicazioni.
Il Cersaie è uno dei principali riferimenti internazionali del settore, ogni anno radunava in Italia migliaia di operatori di tutti i continenti, e rappresentava un momento particolarmente importante per i rapporti con l’Asia.
Nel 2020 è stato cancellato anche per la difficoltà nei collegamenti, dopo aver provato ad allestire comunque una versione ridotta ad autunno inoltrato e non a settembre come da copione. Confindustria aveva predisposto un piano organizzativo in grado di rispettare i protocolli di sicurezza, ma in una fase così acuta dell’emergenza la gran parte degli espositori e degli addetti ai lavori stranieri non avrebbe potuto partecipare, fra collegamenti interrotti, quarantene e vincoli assortiti. E si è arrivati quindi alla cancellazione.
la fiducia
Nel 2021, tutto lo schema per permettere l’accesso e la fruizione sicura è stato confermato, e si punta ad operare in un quadro globale decisamente meno complesso. Le risposte sinora sono buone, a sette mesi dall’avvio già l’80% degli spazi espositivi disponibili (calcolati sull’ultima edizione svoltasi, quella 2019) è stato opzionato dalle varie aziende interessate, con una presenza elevata di realtà straniere.
Non una novità in senso assoluto, in periodo pre-pandemico il Cersaie segnava abitualmente il tutto esaurito, che però anche nell’attuale contesto vi sia già la voglia di prenotarsi è un segnale sulla necessità del settore di ritrovarsi e di ripartire.
Oltre alle giornate in fiera, per adeguarsi comunque allo scenario mutato, il cartellone prevede anche una versione online spalmata su tre settimane. “Cersaie Digital” sarà accessibile via web dal 20 settembre all’8 ottobre, e vedrà gli espositori “fisici” presentarsi anche su siti, social e piattaforme web, così da raggiungere una platea maggiore e garantire comunque un minimo di copertura a chi, per vari motivi, non potesse raggiungere Bologna.
la suggestione
Da un punto di vista iconografico, il Cersaie 2021 si presenterà in una veste pensata in continuità con quella del 2019, a partire dal cubo, l’elemento principale del logo del salone, aperto in più moduli tridimensionali. Una suggestione verso nuovi scenari che il mondo della ceramica italiano spera di esplorare, spiegano i promotori. Il comparto è reduce da un anno molto particolare, segnato dalle difficoltà legate alla pandemia, soprattutto nelle esportazioni e nelle gestioni dei cicli produttivi, ma pure concluso con una discreta risalita rispetto al picco negativo della primavera delle chiusure generalizzate. All’epoca, gli stabilimenti italiani vennero chiusi prima di una ripresa delle attività dei soli magazzini, così da provvedere alle consegne degli ordini già completati, imballati e solo da spedire. Un provvedimento giunto per evitare la “sottrazione” di una fetta di mercato da parte di concorrenti esteri, in primis quelli spagnoli, ma pure quelli asiatici, che fra marzo e aprile avevano comunque continuato ad operare. Il miglioramento nella seconda parte del 2020 è stato trainato dalle richieste casalinghe, soprattutto per sanitari e cucine, dopo mesi in cui milioni di persone si sono ritrovate chiuse in casa. E hanno deciso di rinfrescare gli interni. Anche i vari superbonus edilizi hanno portato a un flusso ulteriore di contatti. —
Adriano Arati
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