Il plauso alle quattro pm «Tutti dovrebbero segnalare»
Nelle dichiarazioni di voto ci sono stati consiglieri che hanno elogiato le autrici dell’esposto inviato al Csm
REGGIO EMILIA. Fra i consiglieri del Csm c’è chi non vuole usare l’etichetta di eroine. E c’è anche chi non vuol sentire parlare di coraggio. Ma l’esposto presentato al Csm dalle quattro pm reggiane – Maria Rita Pantani, Isabella Chiesi, Valentina Salvi e Giulia Stignani – ha avuto il plauso generalizzato del plenum. È stato soprattutto nel corso delle dichiarazioni di voto che i consiglieri, nel momento in cui hanno preso la parola, hanno elogiato l’atto, che secondo i sostenitori dovrebbe essere preso a modello per segnalare malfunzionamenti all’interno delle Procure. Parla apertamente di «coraggio di mettere la faccia in un contesto ambientale di fortissima contrapposizione» il consigliere Marra, ad esempio. Per altri consiglieri, invece, pur riconoscendo il valore della segnalazione, è fuoriluogo osannare eccessivamente l’invio di un esposto, considerando però l’atto una sorta di esempio che dovrebbe in qualche modo essere seguito. Di coraggio parla convintamente il pm antimfia, Antonino Di Matteo, autore della delibera della Prima commissione che ha avuto il via libera all’unanimità del Plenum. L’esposto è stato inviato il 16 settembre 2020, con una nota indirizzata al Csm e per conoscenza al procuratore generale presso la Corte di Appello di Bologna. Nell’esposto le quattro pm rappresentavano che, a seguito delle pubblicazioni delle chat tra Palamara e Mescolini, e della bufera che si era innescata, «non si sentono più nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro con la serenità necessaria, giacché l’istituzione che contribuiamo a rappresentare ha perso credibilità e autorevolezza, apparendo all’esterno priva di indipendenza». —
E.Spa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google