«Il ricorso al Tar può ora essere il prossimo passo»
L’avvocato Scoca ha difeso Mescolini davanti al plenum «In pochi giorni sapremo dove la Terza Commissione intende trasferire il magistrato»
reggio emilia. Potrebbe essere il ricorso al Tar del Lazio la nuova “mossa” di replica del magistrato Marco Mescolini, da ieri pomeriggio alle 18.25 non più alla guida della Procura di Reggio Emilia come deciso dal plenum del Csm. Il suo difensore, vale a dire il noto avvocato amministrativista romano Franco Gaetano Scoca, non lo esclude a caldo, ma ci va con i piedi di piombo perché deve ancora parlare con il suo assistito.
«Non è stato ancora deciso dalla Terza Commissione del Csm competente dove trasferire il dottor Mescolini – spiega il legale al telefono – comunque l’atto scritto non tarderà, non dovremo attendere molto, penso che ci vorranno pochi giorni. Il ricorso al Tar del Lazio può essere la strada, ma ne devo ancora parlare con il magistrato che assisto».
In soldoni, la delibera del Csm potrebbe essere impugnata da Mescolini davanti al Tar del Lazio, chiedendo anche la sospensione dell’atto, perché il ricorso amministrativo non ha effetti sospensivi automatici. Si tratta di un atto urgente che potrebbe essere affrontato nel giro di 10-15 dal Tar relativamente alla richiesta di sospensiva, mentre nel merito del ricorso i tempi sono solitamente più lunghi. Nel caso la sospensiva venisse accordata dall’organo giudicante, Mescolini non solo bloccherebbe l’efficacia del trasferimento, ma tornerebbe alla guida della Procura in attesa che il Tar si esprima nel merito del ricorso.
Durante la sua difesa davanti al plenum, l’avvocato Scoca ha presentato anche una memoria.
«Sembrerebbe da quello che è stato detto – le parole del legale al plenum – che sia stata fatta un’indagine molto accurata, ma non è così. Sono state sentite solo le persone che hanno fatto l’esposto, anche un’altra persona, ma ha dichiarato anche altre cose, cioè la profonda stima e il fatto che il procuratore era presente e collaborava con tutti i sostituti».
Per Scoca le chat con Palamara erano sui ritardi per la nomina, non sui contenuti. E ai consiglieri ha chiesto come mai non siano state prese in considerazione le testimonianze di stima. «A me sembra tutto sommato che l’attenta valutazione che è stata fatta alla Prima Commssione sia attenta ma a senso unico», la conclusione del legale. —
E.Spa.-T.S.
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