Gazzetta di Reggio

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I COMUNI A RISCHIO 

«Incrementi in Val d’Enza ma non da arancione scuro»

M.F.

Parlano i primi cittadini del distretto dopo le “voci” di un possibile giro di vite dei provvedimenti sull’onda della stretta nell’Imolese

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VAL D’ENZA. Non si può certo dire che dormano sonni tranquilli – nessuno, dati epidemiologici alla mano, può farlo visto che la situazione può cambiare in ogni momento – ma i Comuni della Val d’Enza, almeno ai numeri di giornata, ieri per fortuna potevano dirsi per la maggior parte lontani dal rischio di un giro di vite verso l’arancione rafforzato che è toccato invece a 14 comuni dell’Imolese.

Qualche prudenza in più è necessaria però nei Comuni che in questi ultimi giorni hanno conosciuto, invece, un incremento anche forte dei casi, come San Polo.

Tuttavia il sindaco Franco Palù, che è anche presidente dell’Unione Val d’Enza afferma: «San Polo e Canossa hanno registrato un forte incremento, ma non vedo prossimo il passaggio a un arancione potenziato. Poi il mio è buon senso. Non sono un epidemiologo. Ho parlato con l’Igiene pubblica e l’Ausl stamattina (ieri, ndr) e il fatto che l’incremento sia indotto da focolai ben perimetrati e trattati con protocolli funzionanti fa sì che ad ora non desti eccessiva preoccupazione». In particolare a San Polo, i focolai individuati sono quelli della scuola elementare – con sei classi in quarantena su 16, di cui una con tutti gli alunni risultati positivi – e della casa di riposo Ponte Dolo che è attenzionata ormai da 20 giorni.

Ieri in tutto il paese i casi positivi erano 110, con un totale di 260 in isolamento preventivo (compresi i contatti stretti): «Ma di questi – ha spiegato Palù – 40 positivi sono quelli del focolaio della scuola e 30 della casa di riposo. Gli altri sono casi singoli e rientrano nella media registrata finora. Mi preoccuperei se fossero più diffusi: se domani da 110 passassimo a 125/130, per esempio. Viviamo per forza di cose alla giornata, è l’andamento che definisce i provvedimenti. Ma l’analisi sui numeri è di competenza dell’Ausl e dell’Igiene, con le quali i sindaci hanno contatti quotidiani».

«Noi non dovremmo essere interessati – sostiene il sindaco di Canossa, Luca Bolondi – L’attenzione è su San Polo, Montecchio e Sant’Ilario, però non c’è nulla di ufficiale». E mentre ieri da Sant’Ilario, il sindaco Carlo Perucchetti annunciava «un comunicato nel pomeriggio», il primo cittadino di Montecchio, Fausto Torelli si era già affidato a un videomessaggio su Facebook, di cui ieri confermava il senso: «Per quanto riguarda Montecchio i positivi attuali sono 4,6 per mille a fronte di 7 per mille della media provinciale. Dobbiamo essere fiduciosi e mantenere le nostre attenzioni sulle misure di prevenzione».

«Sarei proprio curiosa di capire la genesi di questa “voce” che appunto non trova alcun riscontro nei dati», è il commento della sindaca di Cavriago Francesca Bedogni, in riferimento ai timori di una stretta sui provvedimenti anti Covid.

«A oggi a Cavriago ci sono 43 positivi ovvero lo 0,44 per cento della popolazione contro lo 0,69 per cento che si registra in provincia di Reggio Emilia – spiega –. I positivi da inizio pandemia sono il 5,17 per cento dei residenti contro il 5,78 per cento della provincia, dati Ausl di oggi (ieri, ndr) alle 14,47. Tutti i dati relativi all'epidemia riguardanti questo comune sono da sempre inferiori alla media provinciale, regionale e nazionale. Il focolaio recentemente verificatosi in casa protetta si é spento con la negativizzazione di tutti i contagiati sia ospiti che operatori: oggi stanno tutti bene. Se ci fosse a Cavriago un rischio superiore a quello esistente in altri territori i dati lo metterebbero in evidenza e l’amministrazione lo avrebbe già comunicato e condiviso con la cittadinanza». —

M.F.

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