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Affidi, la pm non ci sta: «Indagini accurate Alla procura rivolte delle accuse pesanti»

Enrico Lorenzo Tidona
Affidi, la pm non ci sta: «Indagini accurate Alla procura rivolte delle accuse pesanti»

Alcuni avvocati contestano intercettazioni e atti. Salvi replica in udienza: «Difese garantite e imputazioni solide»

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA. «Quelle rivolte alla procura sono accuse pesanti e in quest’aula non voglio rimanga alcun dubbio».

Dopo oltre due ore passate ad ascoltare le eccezioni delle difese, che contestano intercettazioni, atti mancanti o imputazioni, Valentina Salvi spara ad alzo zero contro chi ha additato la procura di aver calcato la mano su accuse e procedure, così come di aver reso difficile il lavoro delle difese. Lo ha fatto senza peli sulla lingua, svelando anche alcuni retroscena sull’inchiesta, come il nome, Angeli e Demoni, «scelto come prerogativa dalla polizia giudiziaria, non dalla procura – ha detto Salvi davanti al giudice per l’indagine preliminare Dario De Luca, durante l’udienza divisa in tre aule visto l’alto numero di avvocati presenti per i 24 imputati –. Posso però dire che il motivo di quella scelta è stato mal interpretato dalle difese. Non è stato scelto per dire che gli angeli sono i bambini e i demoni gli imputati. I carabinieri l’hanno scelto perché ascoltando le sedute di psicoterapia hanno sentito la Bolognini che sventolava immagini di personaggi buoni e cattivi ai bimbi, come il diavolo. Per questo hanno deciso di dargli quel nome».

Nessuna suggestione accusatoria, quindi, come invece detto da alcuni avvocati. Tante le eccezioni presentate al giudice, dalla mancanza di atti nel fascicolo di indagine, alla loro notifica tardiva, ai criteri di ostica interpretazione per il loro accesso, a cominciare dall’indice. Salvi alza il tono quando poi si tratta dell’accusa di aver divulgato gli atti di indagine e alla richiesta, avanzata ieri al gup, di dichiarare nulle alcune intercettazioni telefoniche e ambientali perché non sarebbero state autorizzate dal giudice dell’indagine preliminare.

C’è chi, come l’avvocato Nicola Campostrini, difensore di Francesco Monopoli, ha contestato l’indice utilizzato per organizzare gli atti di indagine, così come l’impostazione del capo 85, diventato uno degli snodi centrali dell’accusa sul fronte degli illeciti che legano i terapisti all’amministrazione della Val d’Enza. La procura contesta a sette imputati, dall’ex dirigente dei servizi sociali Federica Anghinolfi al sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, di aver omesso «di effettuare una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di psicoterapia avente un importo superiore a 40mila euro», intenzionalmente e procurando un ingiusto vantaggio patrimoniale al centro studi Hansel e Gretel, per un danno per la pubblica amministrazione di 200mila euro.

«Mi viene il dubbio che l’avvocato abbia letto il capo 85 – tuona Salvi –. L’assegnazione del servizio è stata fatta in assenza di bando pubblico, altrimenti non avremmo contestato il capo 85».

Lo stesso Campostrini ha poi puntato il dito contro una campagna di marketing e di informazione, che coinvolgerebbe anche i media. «L’ordinanza era in mano a decine e decine di persone. Cosa sarebbe questo marketing di cui parla» dice Salvi, che poi torna a difendere l’impianto delle indagini dalle stoccate delle difese. Salvi parla di reati e allontana l’idea di aver coltivato pregiudizi. «È vero o no che una delle bambine cercava un contatto con i genitori? È questo un fatto o no? Ha supplicato Monopoli di vedere i genitori, lo scrisse, lo chiese alle affidatarie, lo disse durante le sedute di psicoterapia ma tutto questo non è mai stato menzionato nelle relazioni. Un altro esempio? Un altro bambino è stato dato in affido per quattro anni. La casa era descritta piena di muffa mentre l’indagine ha dimostrato il contrario. La stessa assistente Magnarelli dice in interrogatorio di non essere mai andata in quella casa ma che fu la Anghinolfi a dirle di scriverlo. Il maresciallo Chiuri disse a sua volta che la casa gli era sembrata nuova, non sporca e senza cibo avariato. Non è un fatto questo?». —

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