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Il dolore di amici E COLLEGHI 

Dai servizi Covid al 118 «Bravissimo ragazzo»

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CANOSSA. Lorenzo Campanini, la Romagna, stava imparando a conoscerla e ad amarla da meno di un anno. La sua vita, fino all’inizio del 2020, era stata tutta tra la frazione di Cerezzola e Ciano di Canossa, volontario alla Cri del paese dove è cresciuto, poi e Modena, dove si era iscritto e poi laureato alla facoltà di Infermieristica. Per il 24enne quella dell’infermiere non era una professione, ma una vera e propria vocazione. Tutti lo descrivono come «un bravissimo ragazzo, sempre disponibile, con un’attenzione verso il lavoro davvero encomiabile».

Insomma, uno stacanovista al quale piaceva poter essere di aiuto alle persone con problemi di salute.

Dopo gli studi a Modena era stato assunto da una cooperativa di Rimini che si occupa di fornire infermieri all’Ausl Romagna e anche alla Pubblica assistenza. È così che avviene il suo incontro con la Romagna. Arriva al 118 di Riccione come supporto al personale medico e infermieristico durante i mesi della prima ondata di pandemia.

Il suo compito iniziale era proprio quello di lavorare sulle ambulanze Covid. I turni di lavoro, ben presto, lo portano però a doversi spostare in continuazione, facendo emergere il suo lavoro di bravo infermiere anche al 118 di Cesena, al 118 di Cervia e anche alla Pubblica assistenza di Ravenna.

Gli bastano pochi mesi per affezionarsi a questa terra, e così decide di prendere casa a Martorano, nel Cesenate, dove viveva assieme alla fidanzata. —

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