Riapertura più lontana per gli impianti da sci
La data fissata è il 5 marzo, ma i dati attuali sui contagi stanno spingendo il governo a non allentare le misure
Ventasso. Dopo la beffa di pochi giorni fa, quando la riapertura delle stazioni sciistiche sembrava sicura il 15 febbraio, mentre è stato annunciato un nuovo rinvio la sera del 14, ora anche la nuova data fissata, il 5 marzo, appare incerta. La situazione legata alla diffusione delle varianti del Covid hanno spinto il governo a tenere una linea rigorista, tanto che ieri il ministro della Salute Roberto Speranza nelle comunicazioni al Senato, ha detto: «Non ci sono le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia, siamo all’ultimo miglio e non possiamo abbassare la guardia. È fondamentale mantenere un approccio di grande prudenza. Con questo livello di incidenza di casi abbiamo 5 Regioni con terapie intensive sopra la soglia critica e l’Rt medio è 0.99, secondo l’ultimo rilevamento. Quindi l’Rt si avvia con le misure attualmente in vigore a superare la soglia di 1».
Quello che è certo è che nei recenti confronti gli esperti del Cts sono stati finora contrari al semaforo verde a impianti da sci, cinema e palestre.
Nella bozza del nuovo Dpcm anzi, ci sarebbe l’indicazione di prorogare la chiusura delle piste fino al 6 aprile, che di fatto vorrebbe dire farla saltare definitivamente dato che è una data improponibile per gli operatori del settore, per le condizioni meteo-climatiche. Oggi ci sarà il nuovo monitoraggio sul quale si potranno prendere le decisioni, che però questa volta, è stato assicurato, saranno comunicate tempestivamente, con diversi giorni di anticipo agli operatori per evitare la figuraccia del 14 febbraio e la conseguente rabbia generalizzata, per un annuncio arrivato quando erano già stati compiuti ingenti investimenti e preparativi accurati per riaprire.
Intanto si comincia a discutere anche di ristori per le categorie più colpite da questo fermo della stagione sciistica: i maestri di sci dell’Emilia-Romagna dopo lo stop avranno un ristoro di circa 2.500 euro ciascuno dalla Regione. Ad annunciarlo è stato il governatore Stefano Bonaccini. «Ci saranno i ristori per gli impianti di risalita e al fondo per gli alberghi stanziati dal governo – ha affermato– mentre noi cercheremo di dare ossigeno alle categorie più in sofferenza, come i maestri di sci. Ai primi di marzo approveremo una legge che prevede un milione di euro ed erogare quindi qualche migliaio di euro agli oltre 400 maestri di sci della nostra regione, lavoratori che finora non hanno percepito nulla». —
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