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Rubertelli: «La città ha il diritto di sapere per quale reato è indagato il sindaco»

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reggio emilia. L’intervento del pm Antonino Di Matteo di fronte al plenum del Csm, riunito per decidere sul trasferimento del procuratore capo di Reggio Emilia, ha mandato in ebollizione le opposizioni reggiane.

A destare scalpore le dichiarazioni di Di Matteo, ripetute due volte, secondo le quali il sindaco Luca Vecchi è, al momento, indagato nell’inchiesta sugli appalti in Comune. «La città ha diritto di sapere. Ora più che mai – attacca Cinzia Rubertelli, capogruppo consiliare di Alleanza civica –. Chi di dovere faccia chiarezza, subito, sulla posizione giudiziaria del sindaco. Il primo cittadino è indagato nell’inchiesta sugli appalti del Comune? Se la risposta è affermativa, per quale reato? Perché finora nulla si è saputo della posizione di Vecchi? Perché il suo nome non è mai comparso fra quelli degli indagati nell’inchiesta sui bandi?».

Una situazione, prosegue Rubertelli, «lesiva del diritto democratico dei cittadini reggiani, soprattutto che alcune notizie siano state censurate fino al dopo elezioni. Ed è sconcertante apprendere solo ora che il sindaco sarebbe il principale indagato nell’inchiesta sui bandi. Il livello di crisi istituzionale raggiunto nella nostra città con la rimozione del procuratore capo appare molto grave. Certo che politicamente il vantaggio tratto dal partito di maggioranza relativa, in merito anche alle dinamiche sulle altre inchieste riguardanti il Comune, in sede elettorale non è misurabile ma sicuramente vi è stato».

Già solo per questo, prosegue la capogruppo, «chi ne ha tratto vantaggio dovrebbe interrogarsi sulla necessità di ridare la parola agli elettori. L’aspetto politico più rilevante per la vita quotidiana dei cittadini e delle imprese reggiane è anche un altro. L’assenza di trasparenza e la spada di Damocle di un’inchiesta pendente su molti livelli dell’istituzione municipale ha determinato la semiparalisi dell’attività, che non può essere imputata solo alla pandemia».

Se «non si cambia subito registro – conclude Rubertelli – e a questo punto anche i timonieri, il rischio è di perdere il treno e fare perdere alla città l’opportunità di una ripartenza e di un grande salto di qualità nell’area centropadana». —

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