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CASTELNOVO MONTI

«Servizi minori, ospedale destinato al declino»

«Servizi minori, ospedale destinato al declino»

La presa di posizioni delle opposizioni. Vassallo e Maioli: «Rischi d’ulteriore impoverimento dopo la chiusura di punto nascite, degenza breve, guardie 24 ore di ostetricia e ortopedia»

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CASTELNOVO MONTI. Lorenzo Manzini ha lasciato il ruolo di facente funzione di direttore del reparto di Chirurgia del Sant’Anna. Al suo posto l’Ausl ha messo Rosario Faraci. In consiglio comunale i capigruppo di “Castelnovo ne’ cuori”, Nadia Vassallo, e del M5S, Luca Maioli – da anni impegnati per riaprire il punto nascite – erano stati i primi a esprimere preoccupazione per il futuro del reparto e dell’ospedale. Preoccupazione non dissipata dalla nomina di Faraci, annunciata due giorni fa dal sindaco Enrico Bini. «Prendiamo atto del comunicato dell’amministrazione comunale che indica l’uscita dell’appena nominato dottor Manzini come sua scelta – affermano Vassallo e Maioli –. Salutiamo con soddisfazione e fiducia la nomina del dottor Faraci quale facente funzione del direttore della Chirurgia dell’ospedale di Castelnovo Monti. Vorremmo nutrire la stessa fiducia espressa dal sindaco Bini quando afferma “l’attenzione dell’Ausl verso un reparto di grande importanza del nostro ospedale”. Crediamo che la semplice nuova nomina a distanza di 8 mesi dalla precedente non rassicuri in merito alle domande che noi semplici cittadini poniamo. Sarebbe infatti utile capire quanta attività svolgerà il reparto di Chirurgia di Castelnovo, se sarà abilitato a presiedere alle urgenze, se affronterà anche casi importanti o solo quelli minori. Il rischio che noi intravvediamo è che il Sant’Anna sia destinato, e per questo pilotato, a gestire una attività di servizio minore rispetto alle sedi di pianura, in modo che il tempo e il logoramento lo consacrino sede per le lungodegenze, per poliambulatori e prestazioni chirurgiche ambulatoriali. Il continuo depauperamento dei servizi ospedalieri di questi anni ne sono un tragico indizio, e purtroppo l’amministrazione comunale ha sempre condiviso questa tendenza, mistificandola come riqualificazione. Ricordiamo la chiusura del punto nascita su delibera di Bonaccini, e che il sindaco Bini annunciava prossimo alla riapertura entro 60 giorni dalle elezioni regionali; la chiusura della guardia H24 di ostetricia, lo stesso della guardia H24 di ortopedia, la chiusura della degenza breve di chirurgia e le tante deviazioni verso Reggio delle prestazioni ambulatoriali e interventistiche degli ultimi anni. Ricordiamo inoltre il clima di chiusura verso chi disturba la mano libera dell’Ausl, attraverso l’esclusione dell’opposizione dai tavoli sanitari comunali e provinciali. Auspichiamo un netto cambio di direzione e di passo da parte dell’Ausl e del sindaco Bini, che si qualifichi anche in un diverso rapporto con i consiglieri di minoranza». —

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