Gazzetta di Reggio

Reggio

Via dei Gonzaga 

Vanno alla ricerca di un laboratorio clandestino, trovano un dormitorio

M.R.
Vanno alla ricerca di un laboratorio clandestino, trovano un dormitorio

Blitz di Polizia di Stato, Guardia di finanza e Municipale Nove persone identificate, una portata in questura

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REGGIO EMILIA. «In via dei Gonzaga c’è un laboratorio clandestino, andate a vedere».

E così ieri mattina la polizia di Stato, la guardia di finanza e la polizia locale si sono recate sulla vecchia Statale 63, all’altezza proprio del civico 63, per verificare l’esposto presentato in questura, in forma anonima, da alcuni cittadini.

Durante il servizio di controllo, coordinato dal nuovo dirigente delle Volanti, Federica De Simone, non è stata trovata traccia di questa attività illecita.

Ma otto persone sono state identificate e una è stata portata in questura per accertamenti sul permesso di soggiorno.

Ora è in corso un’indagine per verificare che in quella palazzina un normale contratto di affitto non si sia trasformato in una copertura per un dormitorio abusivo.

Non erano ancora le 8 quando quattro pattuglie della questura, una delle Volanti, una della guardia di finanza e due della polizia locale si sono trovate nel parcheggio della palazzina in via dei Gonzaga.

I finanzieri si sono messi a cercare tracce del laboratorio clandestino segnalato, con tutta probabilità, da alcuni cittadini residenti in zona, considerando la precisione con cui è stata fatta la denuncia, senza però trovarne evidenza.

I poliziotti invece, sono entrati nell’edificio di tre piani (così suddivisi: piano terra, primo piano e solaio) rinvenendo giacigli ricavati nel sottotetto e anche al piano terra, dove si trova una sorta di rimessa.

In quest’ultima sono stati trovati due cittadini moldavi, marito e moglie, che hanno mostrato documenti in regola.

Negli altri piani della palazzina invece, sono stati trovati sette uomini, di cui sei originari della Nigeria e uno del Ghana.

Di questi, solo uno dei nigeriani è stato accompagnato in questura per accertamenti in quanto sprovvisto dei documenti per il riconoscimento.

Sarà l’ufficio immigrazione della questura a stabilire se in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Le persone identificate, svegliate dagli agenti, non hanno opposto alcuna resistenza e hanno collaborato con le forze dell’ordine impegnate nel servizio. Nonostante questo il sopralluogo è durato più di due ore.

Ora toccherà alla polizia locale verificare che la palazzina non celi in realtà un dormitorio abusivo, come il sovrannumero delle persone trovate e le condizioni nelle quali vivevano, peraltro in modo apparentemente stabile, farebbero pensare. —



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