L'EDITORIALE
Il valore della reputazione
Giacomo Bedeschi
L'editoriale del direttore della Gazzetta di Reggio sul pestaggio di una ragazzina in centro
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REGGIO EMILIA. C’è una lezione di meschina modernità in quello che è accaduto un paio di giorni fa davanti al teatro: una ragazzina che picchia una coetanea sotto gli occhi di una decina di amici e amiche. Perché? Per ragioni di cuore, almeno è quanto sembra dai racconti di questi giovani duellanti con molti brufoli e poco buon senso. Fino a qualche tempo fa i cazzotti volavano comunque. Ma tutt’al più ogni zuffa diventava epica da bar.
Ora diventa un cortometraggio. Video di venti secondi da condividere sperando di generare un effetto moltiplicatore. Cosa che solitamente riesce benissimo. Perché? Per sferrare probabilmente il colpo più duro: quello alla reputazione, perché i graffi e i lividi passano in fretta, le altre ferite sono più difficili da ricucire. Ecco, che parolona: la reputazione.
Pare uscita da un romanzo di Dostoevskij. E pare essere quasi fuori moda. Eppure, senza rendercene conto, è un valore fondamentale. Anche tra chi alla vita adulta ancora si sta timidamente affacciando come questi ragazzini.
«Vorrebbe fermare questi video, vorrebbe andare avanti, dimenticare, ma non può», dice con amarezza la madre della minorenne presa a schiaffoni in piazza e ripresa dal gruppo. Non può andare avanti perché teme il giudizio degli altri. E che cos’è se non la reputazione? Tendiamo a rifletterci in questo: nell’opinione altrui su di noi. Se è cattiva finiamo per starci male, è normale.
Ma poi bisogna interrogarsi: chi sono gli altri? Ecco, se gli altri sono quelli che ti bullizzano, allora la tredicenne presa di mira può star tranquilla. Comunque sia, chi deve provare imbarazzo non è lei. Non è purtroppo la prima volta che accade e lo abbiamo già documentato. Ci si può interrogare se sia giusto o meno raccontarle queste cose. C’è il rischio di stimolare l’emulazione. Ma c’è anche il dovere di fare prevenzione e di far sentire a chi è vittima dei bulli sostegno e comprensione. –
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