Maestra a processo: condannata a 4 mesi
L’accusa di maltrattamenti viene derubricata in abuso di mezzi di correzione. Dovrà risarcire i danni a due famiglie
Ambra Prati
SCANDIANO. Assolta dal reato più grave nei confronti dei bambini, ma condannata a quattro mesi (il computo partiva da sei mesi, con lo sconto del rito abbreviato), con pena sospesa e risarcimento del danno, nei confronti di due sole parti civili per abuso dei mezzi di correzione e disciplina, a fronte di una proposta avanzata dal pm Valentina Salvi di una condanna a due anni e 4 mesi per maltrattamenti aggravati senza la sospensione condizionale.
Questo l’esito processuale per un’insegnante – ieri assente in aula – difesa dagli avvocati Domenico Noris Bucchi e Luigi Scarcella.
La vicenda, che aveva fatto molto scalpore, tanto che anche il sindaco Matteo Nasciuti aveva espresso preoccupazione, riguarda spinte, umiliazioni, abusi fisici e verbali avvenuti alla scuola materna statale .
L’8 luglio 2019 tre maestre sono finite sotto accusa dopo essere state filmate da telecamere installate all’interno della struttura che conta tre sezioni e circa 60 bimbi iscritti tra i 3 e i 5 anni. Sono emersi casi di piccoli afferrati per le braccia e alzati con forza. In un caso, secondo l’accusa, un alunno è stato sbattuto a terra perché non smetteva di piangere. Un altro è stato lasciato in bagno una decina di minuti, sporco: si è urinato addosso dalla paura. E poi parole di minaccia e frasi razziste. Dodici i bambini che avrebbero subìto abusi. Al termine delle indagini, per tre insegnanti è scattata la denuncia: una senza misura cautelare, mentre le altre due (quella condannata ieri e una collega) sono state colpite dal divieto di accesso a qualsiasi asilo reggiano.
Il 23 ottobre 2019 è subentrata l’archiviazione per due delle tre imputate, ed è quindi rimasta a processo una sola maestra, per la quale il gip ha derubricato l’accusa da maltrattamenti al reato meno grave, di abuso di mezzi di correzione nei confronti di soli due bambini. I loro genitori, ieri presenti, si sono costituiti parte civile tramite gli avvocati Mattia Fontanesi e Caterina Monticelli, del Foro di Bologna. In realtà le parti civili in origine erano cinque, ma solo per due posizioni la maestra è stata condannata, tra l’altro, al pagamento dei danni da quantificarsi in sede civile, più la liquidazione delle spese legali. «Valuteremo le motivazioni, che saranno depositate tra 90 giorni – ha dichiarato Monticelli –. La soddisfazione va di pari passo con la delicatezza del caso».
Più esplicito il legale Fontanesi: «I miei assistiti hanno appreso dell’accaduto solo al momento della notifica del decreto di giudizio immediato e, poiché il figlio maggiore aveva appena terminato l’asilo nido, hanno deciso di rimanere nel procedimento per capire se quella maestra è idonea e se continuerà a insegnare». Il che è probabile, visto che l’insegnante condannata ieri, inizialmente sospesa, è stata in seguito reintegrata. «Esprimiamo soddisfazione per l’esito del procedimento – ha commentato Bucchi –. Il giudice, accogliendo la nostra richiesta principale, ha assolto la nostra assistita da tutte le ipotesi di maltrattamento in riferimento a nove alunni identificati e ad altri non identificati. Il Tribunale ha derubricato per quattro episodi il reato di maltrattamenti (ritenuto insussistente) in quello, di gran lunga meno grave, di abuso dei mezzi di correzione e disciplina, da noi comunque contestato. Ci riserviamo di leggere le motivazioni della sentenza per valutare, assieme alla nostra assistita, l’eventuale impugnazione del profilo residuale».—
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