«Un restauro nato in pandemia Sarà un segnale di speranza»
REGGIO EMILIA. «L’idea del restauro di queste mura che custodiscono la storia è nata nei tempi bui della pandemia ed è un esempio di rigenerazione attraverso la cultura. Ora si rivela un dono della Curia alla comunità reggiana. Con queste credenziali l’iniziativa ha potuto utilizzare le risorse di un fondo messo a disposizione dalla Fondazione Manodori».
Così Romano Sassatelli, presidente della Fondazione, ha sintetizzato le motivazioni dell’aiuto garantito al cantiere iniziato da poche settimane e previsto a conclusione in pochi mesi.
A presentarlo il capo ufficio stampa della diocesi, Edoardo Tincani, che ha poi dato la parola all’architetto Angelo Dallasta che dirige i lavori.
A fine intervento – ha spiegato quest’ultimo – questi ambienti che custodiscono i beni della diocesi potranno affiancarsi ad altri poli culturali in un itinerario complessivo del sistema bibliotecario reggiano.
Il restauro sarà totale e prevede anche il livellamento dei piani delle stanze. Il costo dell’intervento è di circa 323 mila euro e consentirà il consolidamento strutturale del solaio nella stanza d’angolo con la rimozione della sovrastruttura presente. Verrà poi realizzata una cappa in conglomerato alleggerito e si procederà al restauro degli apparati murari con ritinteggio a calce di tutte le superfici riproponendo le cromie emerse dalle indagini stratigrafiche e comunque in accordo con i funzionari della Soprintendenza.
Anche le librerie verranno ristrutturate, i ripiani puliti e trattati con prodotti disinfettanti saranno verniciati con colori da valutare nell’insieme delle scelte cromatiche. Nelle librerie di primo livello saranno ripristinate le ante “retate” e il ballatoio, sorretto da mensole lignee a sbalzo, dotato di parapetto.
Le attuali tavole in pioppo del piano di calpestio del ballatoio sono ammalorate e verranno sostituite.
Nella sala d’angolo si procederà al restauro conservativo delle formelle del soffitto e verranno sostituiti i serramenti delle finestre sulla piazza mantenendo inalterato il disegno e la ripartitura delle vetrate. Rifatti infine gli impianti dei servizi e l’illuminazione. —
L.V.
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