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Il caso mescolini 

M5S: «Il sindaco in consiglio chiarisca la sua situazione»

M5S: «Il sindaco in consiglio chiarisca la sua situazione»

I grillini ritornano su quanto dichiarato dal giudice Di Matteo a proposito del primo cittadino «Indagato sugli appalti del nostro Comune» 

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REGGIO EMILIA. «Chiediamo al sindaco e alla Giunta comunale trasparenza estrema nelle loro azioni e speriamo che nel prossimo consiglio comunale di lunedì 1° marzo, il sindaco senta la necessità di venire in consiglio comunale a riferire su questa vicenda, visto che sulla stampa è apparso come anche lui, dalla relazione del giudice Di Matteo, sia indagato, verosimilmente per la indagine sugli appalti del nostro Comune». Il Movimento 5 Stelle ritorna sulla questione Mescolini e su tutto quello che il caso ha fatto emergere.

«È inquietante – scrivono i 5 Stelle – respirare quest’aria a Reggio Emilia, un’aria che diviene pian piano sempre più greve, come quella, fitta di inquinanti, che si respira sui viali della nostra circonvallazione. Leggendo i giornali in questi giorni viene da chiedersi: in quale città viviamo? In quella costruita sull’eredità dei nostri padri, nella Reggio città Medaglia d’oro della Resistenza o in quella del processo Aemilia o ancora piuttosto in quella dei dirigenti indagati per la gestione degli appalti? Ora alla dignità della cronaca, si affaccia la questione del Procuratore Mescolini allontanato dalla città e dalla regione, dal Csm, a voti unanimi per “incompatibilità ambientale”».

«Leggiamo – scrivono ancora i grillini – nella proposta della prima commissione, che ha proposto la azione, che non si tratta di una valutazione di colpa e non esprime un giudizio disciplinare. E ciò ci sembra ancora peggio, perché ci chiediamo: “ma allora perché”? E le risposte che ci si affacciano alla mente non ci piacciono e non ci tranquillizzano. Reggio Emilia, governata da oltre 70 anni dal Pd, e questa parrebbe già una anomalia, è stata forse strumentalizzata e sacrificata per gli interessi di partito, invece che protetta come di dovere, ad ogni livello istituzionale? È un dubbio legittimo che ci poniamo, un dubbio che merita al più presto chiarezza, per ridarci la dignità di cittadini liberi, liberi dal sospetto di vivere in una città governata da manovre oscure di palazzo».

Il Movimento ricorda come ormai siano anni che Reggio Emilia appare sui quotidiani nazionali per gravi fatti come le infiltrazioni ‘ndranghetiste, il processo Aemilia, le indagini sui dirigenti comunali ed ora la questione del dottor Mescolini.«Ribadiamo – aggiungono – che non è nostra intenzione perdere di vista il confine che deve sempre esserci fra i poteri dello stato e che non è nostra intenzione criticare o strumentalizzare gli atti della magistratura, ma quando questi atti diventano cronaca, non possiamo non interrogarci, politicamente, sulle conseguenze e sul significato che trascinano con sé. Portiamo rispetto per la decisione del Csm (come avremmo anche rispettato ovviamente una decisione di opposta natura), non neghiamo di nutrire stima per le 4 magistrate che hanno corso il rischio personale di assumere una posizione sicuramente non facile ed hanno avuto il coraggio di alzare la testa e denunciare situazioni che ritenevano di non potere accettare ancora. Dal nostro punto di vista di consiglieri comunali di opposizione sentiamo fortissima la necessità di dare attenzione e cogliere il significato politico di questa decisione».

Per concludere: «Chiediamo al sindaco ed alla maggioranza che governa la nostra città di mantenere distacco e rispetto dell’autonomia della magistratura e questo significa ovviamente anche di evitare di uscire con dichiarazioni di difesa dei magistrati, quando la loro azione è sotto l'attenzione dell’organo di governo e vigilanza della magistratura stessa. Questo è accaduto nei mesi scorsi e non avrebbe dovuto accadere». —

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