Gazzetta di Reggio

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«Tenere a casa i nostri studenti è un disastro sociale che deve cessare»

Dura lettera sottoscritta da 110 docenti, studenti e genitori per chiedere alle istituzioni la fine della didattica a distanza

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reggio emilia. Un «disastro sociale» che «ha incrementato l’abbandono scolastico, sintomi depressivi, disturbi alimentari e atti di autolesionismo». Un «disastro che deve cessare». È una dura lettera quella firmata da 110 fra docenti, studenti e genitori reggiani e indirizzata al ministero e alla Regione per chiedere la fine della didattica a distanza. A scriverla – e a firmarla per primo – Davide Giardina, parte del movimento “Priorità alla scuola” e insegnante del liceo Ariosto-Spallanzani di Reggio.

«Dalla riapertura delle scuole superiori al 50 per cento – inizia la lettera – decisa in gennaio, ci è sembrato subito chiaro che non si è fatto tutto per tenere aperto in sicurezza. Oggi si creano nuove sfumature di arancione in cui i negozi restano aperti ma la scuola resta chiusa, anche se a dicembre ci siamo sentiti dire che eravamo “pronti a riaprire”. Tra le promesse mai mantenute e le smentite ci sentiamo ancora una volta presi in giro da chi ci dice di avere a cuore la scuola ma nei fatti si riduce sempre alla soluzione temporanea più facile. Tutto pur di non affrontare il problema. Tenendo aperto si notano le disfunzioni e si può intervenire per risolverle, chiudendo si rimanda e basta».

Con «i tamponi rapidi a campione», prosegue poi il testo, si consentirebbero «lo screening costante sulla popolazione scolastica e lo spegnimento dei focolai prima che divampino. Adesso con la scusa delle “varianti” sentiamo invocare zone rosse a prescindere, zone arancioni scuro, quali altri colori dobbiamo ancora aspettarci? Impossibile non notare come ci si accusi di essere veicolo di contagio senza la minima certezza. L’unica certezza che abbiamo è che, nel dubbio, si chiude».

La lettera cita poi uno studio del “British medical journal”, secondo cui la chiusura delle scuole «non si basa su solide evidenze scientifiche», mentre «i danni sui giovani sono rilevanti».

Un vero e proprio «trasferimento di danni e costi senza precedenti, dalle persone con privilegi socio-economici ai giovani svantaggiati. Molti alunni potrebbero non essere più in grado di recuperare il tempo perso a scuola e gli adolescenti vulnerabili abbandonano gli studi. Non vi sono sostituti per l’apprendimento in classe. La didattica a distanza ha incrementato l’abbandono scolastico, sintomi depressivi, casi di Hikikomori (una sindrome che colpisce giovani e giovanissimi, che si isolano dal mondo, ndr), disturbi alimentari e atti di autolesionismo. Ci ha rinchiusi nelle case, magari con quegli anziani che dovevamo tutelare stando loro lontano. Sentiamo dire che la scuola potrebbe restare aperta fino al 30 giugno, o ripartire il 1 settembre perché è stato perso tempo. Chi ci ha fatto perdere questo tempo? Chi ci ha confinati in didattica a distanza? Gli stessi che in queste settimane ne hanno ammesso il fallimento».

Non esenti da problemi anche gli insegnanti: «I docenti perdono il contatto con i propri studenti e con la realtà. Alcuni di loro tempestano di verifiche gli studenti quelle poche volte che, bontà d’animo di chi decide, riescono ad averli in classe. Chi non vuole le verifiche? Manca persino un orientamento post-diploma decente in termini qualitativi e questo è ulteriormente calato nell’ultimo anno. L’incertezza ha preso tutti, tanto da non avere ancora nulla di certo nemmeno sull’esame di maturità. Esame di maturità talmente bistrattato da essere stato considerato nel 2020, nelle ammissioni dell’università, valido al 30 per cento rispetto al suo valore per chi si è malauguratamente diplomato nel 2020. Una generazione che passerà per sempre come quella dei “diplomati Covid”, cioè dei fannulloni».

Chi «vuole chiudere oggi promettendo il nulla per il futuro – conclude il docente – si ricordi che gli studenti, che non votano oggi, voteranno tra qualche anno, e si ricorderanno di ciò che è stato fatto (o che non è stato fatto)». —

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