Gazzetta di Reggio

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fabbrico, ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA PARTIGIANA 

Un nastro rosso a ricordo dei martiri per la democrazia

Mauro Pinotti
Un nastro rosso a ricordo dei martiri per la democrazia

Fettuccia lunga 1.300 metri tenuta da 129 volontari. Un grande dispiegamento di forze dell’ordine, ma stavolta i rappresentanti Rsi portano fiori prima del corteo

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FABBRICO. Un nastro rosso sostenuto da 129 volontari ha occupato tutti i 1.300 metri che separano il municipio di via Roma dal monumento di via Pozzi con la targa in ricordo delle vittime: i partigiani Luigi Bosatelli, Piero Foroni, Leo Morellini e l’ostaggio Genesio Corgini. Con questa iniziativa l’amministrazione comunale di Fabbrico ha voluto onorare i caduti in occasione del 76° anniversario della battaglia partigiana del 27 febbraio 1945. Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, Fabbrico e i suoi cittadini non hanno voluto rinunciare a commemorare un evento molto sentito e molto importante.

Intorno alle 10, davanti al municipio addobbato con striscioni tricolori si è formato un minicorteo formato dal sindaco Roberto Ferrari con tutta la giunta comunale; dal tenente colonnello Luigi Regni, comandante della Compagnia carabinieri di Guastalla; il maresciallo Crescenzo Altamura, comandante della stazione di Fabbrico; Tiziano Toni, comandante della polizia municipale Unione Pianura reggiana. Inoltre erano presenti Ermete Fiaccadori dell’Anpi provinciale e Natascia Ferrari dell’Anpi di Fabbrico. Il corteo si è fermato in piazza Vittorio Veneto, dove è stata deposta una corona d’alloro al monumento ai caduti con la benedizione di don Gino Bolognesi, parroco di Fabbrico. Lungo il tragitto decine di volontari uniti dal nastro rosso, tra cui rappresentanti dell’associazione “Primavera”, sindacalisti della Fiom Cgil, volontari della Croce Rossa di Fabbrico e gli ex sindaci Luca Parmiggiani e Maurizio Terzi. Ogni tanto, dai telefonini, al passaggio del corteo, si sentiva la canzone “Bella Ciao”. Sempre discreto ma importante lo spiegamento delle forze dell’ordine, tra carabinieri, polizia e Digos. Assente il gruppo di rappresentanti della Rsi che solitamente staziona in silenzio davanti a villa Ferretti, ancora in fase di ristrutturazione. Sul cancello della villa – prima dell’inizio della manifestazione – è stata deposta una corona con scritto “Ai caduti Rsi”, un mazzo di fiori e un cartello con scritto “Onore ai soldati italiani caduti negli scontri di Fabbrico del 26 e 27 febbraio 1945”, con gli undici nomi e le rispettive età.

Il corteo è arrivato poi al cippo dei partigiani caduti e del civile ucciso durante la rappresaglia. In entrambi i momenti di raccoglimento, l’Inno di Mameli e il Silenzio sono stati suonati al sax dal maestro Daniele Mantovani.

Prima della conclusione della manifestazione il sindaco Roberto Ferrari ha tenuto un breve discorso: «Siamo qui a rendere omaggio a Piero Foroni, Leo Morellini, Luigi Bosatelli, nomi di battaglia “Ratto”, “Bigatto” ed “Enzo”. Assieme a loro è caduto l’unico ostaggio, Genesio Corgini, che non è riuscito a scampare a quella rappresaglia. È un momento importante per noi, oggi, in rappresentanza della nostra comunità, ricordare questi nostri martiri. Grazie al loro sacrificio abbiamo ritrovato la nostra libertà, la democrazia. Dobbiamo essere orgogliosi nei confronti di questa generazione che ci ha donato la libertà e la democrazia». —

Mauro Pinotti

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