Al circolo I vizi del pellicano tornano i Mamamicarburo
reggio emilia. Energici come sempre, anche quando si tratta di protestare, la storica rock band Mamamicarburo è tornata sabato al circolo Arci I vizi del pellicano di Correggio per aderire all’iniziativa “Ultimo concerto”.
Matteo Morgotti alla voce, Alberto Paderni alla batteria, Luca Marchi al basso e Jonathan Gasparini alla chitarra hanno portato in video, assieme ad altri 130 artisti in tutta Italia, la loro personale interpretazione della protesta.
Rifiutandosi di cantare, come tutti, ma concludendo con un brindisi “allo spettacolo”. Con loro anche Lenny Ligabue, figlio 23enne del rocker di Correggio, fan e supporter della band e sabato impegnato nel ruolo di fonico. «Siamo molto legati al Pellicano – racconta Gasparini – perché qui abbiamo girato, il 26 gennaio dell’anno scorso, il nostro ultimo videoclip. Subito dopo è arrivato il lockdown e non abbiamo fatto praticamente più nulla, né noi né il locale. Ed è stato carino, sabato, riaprire e richiudere di nuovo insieme, noi e i gestori del circolo».
L’ultimo anno «è stato un disastro – prosegue il chitarrista – e abbiamo partecipato molto volentieri come le altre 130 band italiane. Nonostante sul sito di “Ultimo concerto” c’è ancora chi fa polemica sul fatto che nessuno abbia cantato, non capendo invece la nostra protesta silenziosa. Non è che non ci sia la voglia di fare un concerto, anzi vorremmo farlo più noi che i nostri fan, ma ora non c’è questa possibilità. La musica è dal vivo, sul palco con la gente sotto, non in streaming». Nonostante questo, prosegue Gasparini, «è stato bellissimo. Volevamo dire la nostra, volevamo esserci e mandare il nostro messaggio cercando la solidarietà da parte dei fan, che devo dire c’è stata».
Con la speranza che tutto questo serva a smuovere le acque: «Noi siamo stati la categoria meno considerata fra tutte. Siamo quelli che sono superflui, come hanno detto di noi a inizio pandemia: lo Stato con il maggior livello di arte e cultura del mondo che considera gli artisti un surplus. Speriamo che tutto questo sia stato un segnale e che qualcuno lo abbia recepito». —
L. G.
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