«Bilancio: nulla per commercio giovani, agricoltura e biblioteca»
L’opposizione critica il documento di previsione. «Si investe solo sui lavori pubblici Un sacrificio minimo in quel settore consentirebbe di finanziarne altri ora azzerati»
CARPINETI. «Bilancio di previsione di Carpineti: non c’è nulla per il commercio, i giovani, l’agricoltura, la biblioteca». È un giudizio non positivo sul bilancio di previsione 2021, quello che arriva dalla formazione di minoranza consigliare “Futuro Comune” dopo l’approvazione del principale documento economico della pubblica amministrazione. I dubbi riguardano principalmente la scelta di destinare gran parte delle risorse alle opere pubbliche, tralasciando altri aspetti.
Il tema non è l’importanza dei cantieri ma quella che viene ritenuta un’assenza di equilibrio. «Dal punto di vista politico, è un bilancio di soli lavori pubblici. Lo ripetiamo anche quest’anno: la manutenzione stradale è importante, abbiamo fatto molte segnalazioni anche di recente; in seduta abbiamo sollecitato una decisione in merito alla squadra cantonieri», affermano i consiglieri di opposizione. «Allo stesso modo è importante ottenere contributi da Stato e Regione per tutti quei lavori che non possono essere direttamente finanziati. È un settore fondamentale per il nostro territorio, ma un sacrificio minimo in quel settore consentirebbe di finanziarne altri che ora sono azzerati». Perché, continua la minoranza, di fronte alle spese per i lavori vi è il «nulla per il commercio carpinetano, in crisi da anni e in epoca di Covid. Nulla per le politiche giovanili, nulla per l’agricoltura, 287 euro per l’acquisto dei libri della biblioteca, un capitolo che ormai viene usato per far quadrare il bilancio e che viene finanziato, come il commercio, solo quando le risorse arrivano direttamente da Stato o Regione». Le differenze con la maggioranza sono forti anche sulla gestione della macchina comunale, a partire dalle tasse non pagate: «Al netto dei contributi regionali e statali – diamo per scontato che verranno incassati – mancano all’appello oltre 600.000 euro di Imu, Ici e Tari che arrivano almeno dal 2019, soldi che sarà complesso incassare e che, nella migliore delle ipotesi, rientreranno attraverso lunghe rateazioni. A questi si aggiungono circa 400.000 euro analoghi che non sono entrati nell’anno appena concluso. Le spese, invece, hanno per forza di cosa logiche diverse e sono già impegnate e previste». Infine, la questione delle tasse per i cittadini, a partire da due delle principali imposte in cui anche i Comuni hanno voce in capitolo, Imu e Irpef. A Carpineti le aliquote non verranno toccate rispetto all’anno precedente. «L’Imu di Carpineti è una delle più alte della montagna e abbiamo fatto notare che si sarebbe potuto ragionare di una riduzione, soprattutto per le attività commerciali duramente colpite dalla pandemia ancora in atto – è l’analisi dell’opposizione –. L’Irpef era stata aumentata con l’approvazione del bilancio di previsione 2020. Anche in questo caso si sarebbe potuto tagliare, tornando sui propri passi, soprattutto per quanto riguarda i redditi più bassi, fra 10.000 e 15.000 euro».—
Adr.Ar.
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