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Bruciati in un anno 50 milioni Metà dei club rischia di fallire

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reggio emilia. La situazione attuale del mondo della musica è drammatica. I mancati incassi per il settore, raccontano gli organizzatori dell’evento di sabato, sono superiori a 50 milioni di euro per una media di 332.491 euro per singola realtà.

«Il 49 per cento dei live club dichiara di non avere certezza circa la possibilità di una riapertura a fine pandemia – proseguono – e durante l’anno di chiusura forzata, i costi fissi hanno avuto un peso di oltre 10 milioni per una media di 63.922 euro ogni club».

Da qui la domanda che ha dato il titolo alla mobilitazione nazionale: «Ci domandiamo se sarà possibile tornare a organizzare concerti, se il settore resisterà fino ad allora, o se abbiamo già assistito a quello che potrebbe essere l’ultimo concerto per questi luoghi. Luoghi che ancora oggi non sono in grado di programmare il momento della ripartenza, e che nel frattempo devono continuare a sostenere i costi per il loro mantenimento».

La musica dal vivo, si legge nel manifesto di “Ultimo concerto”, è «uno degli elementi fondamentali» per la crescita degli artisti e del mondo della musica. «Non solo. L’ascolto della musica, la partecipazione agli eventi dal vivo, l’incontro con musiche di ogni tipo, sono fondamentali per la crescita culturale delle persone e sostengono processi di coesione sociale».

Secondo i dati dell’osservatorio annuale Siae 2019, inoltre, nell’ambito delle attività di spettacolo i concerti e le manifestazioni musicali dal vivo rappresentano il primo settore in assoluto come volume d’affari (pari a quasi a un miliardo) e il secondo settore dopo il cinema per numero di spettacoli (385mila) e numero di ingressi e presenze (53 milioni) fra spettacoli di musica leggera, i cosiddetti “concertini”, e gli spettacoli all’aperto.

«I live club – prosegue il manifesto – sono uno dei pilastri sui cui si reggono questi dati e, a prescindere da forma giuridica, dimensione e localizzazione. Sono luoghi multifunzionali e multidisciplinari, di promozione culturale e del proprio territorio». Questa ricchezza di competenze e funzioni rende i club «degli ambienti fortemente dinamici all’interno dei quali lavorano migliaia di persone nell’ambito delle professioni dello spettacolo».

Eppure, fino ad oggi, «non è mai stato riconosciuto il valore e il ruolo di questi spazi al pari di quello che avviene, invece, per i cinema e i teatri. Le particolarità degli spazi da noi rappresentati, colonne portanti del settore musica dal vivo, esigono per la loro ripartenza un orizzonte temporale concertato con le associazioni di categoria che conoscono le particolarità organizzative e programmatiche di questi spazi, compatibilmente all’andamento della campagna vaccinale della curva dei contagi». —

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