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angeli e demoni 

Fra la destra e il Pd si riaccende lo scontro su Bibbiano

La federazione provinciale del Partito democratico replica a due tweet di Salvini e Meloni sul “sistema affidi” e sull’inchiesta in Val d’Enza

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reggio emilia. Amici e colleghi di maggioranza a Roma, nemici in casa. Una dicotomia che non è una novità all’interno della politica italiana e reggiana, così come non sorprende l’accendersi, nuovamente, dello scontro tra fazioni in merito all’inchiesta sui presunti affidi illeciti nella Val d’Enza.

Tema caldo durante la campagna elettorale – capace di suscitare fra i politici accuse, calunnie e fake news di ogni genere – è tornato a far bollire gli animi dopo due tweet pubblicati nei giorni scorsi dal leader della Lega, Matteo Salvini, partito ora nel governo Draghi con il Pd, e dal vertice di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che invece è rimasta all’opposizione.

I due leader avevano scritto dopo quanto contenuto in un’annotazione depositata il 25 febbraio dal sostituto procuratore di Reggio Emilia, Valentina Salvi, titolare dell’inchiesta “Angeli e Demoni”: tutti i minori coinvolti nella vicenda processuale sono rientrati a casa, dalle famiglie di origine, con totale stravolgimento delle valutazioni genitoriali effettuate negli anni dai servizi sociali della Val d’Enza. Le situazioni dei bambini, com’è emerso nella quinta udienza preliminare del processo, nell’arco di pochi mesi dalle esecuzioni delle misure cautelari sono stati infatti valutati da altri servizi sociali e psicologi. Circostanza che ha spinto Meloni e Salvini a tornare sull’argomento e a parlare nuovamente di un «sistema completamente marcio».

Secca, ma articolata, la replica del Pd di Reggio Emilia. A differenza dei vertici romani, che hanno optato per il silenzio.

«L’affido familiare – scrivono dalla sezione provinciale, in una nota firmata dalla segretaria Gigliola Venturini e da Francesca Bedogni, assessora al Sociale Unione Val d’Enza e sindaca di Cavriago – è uno strumento mirato a tutelare il minore, che ha una durata stabilita e che termina sempre con un rientro nella famiglia di origine tranne nei casi di revoca della potestà genitoriale. In questo senso, il rientro del minore nella sua famiglia naturale rappresenta il successo del lavoro del servizio sociale. Trasformare il punto di approdo naturale di questo percorso, definito con precisione dalla legge, in una notizia o, peggio ancora, in una clava da agitare per ragioni politiche significa non conoscere la legge che regola i percorsi di protezione dei minori, fare disinformazione e impedire che si sviluppi un dibattito serio, sano e necessario sul tema».

Il Pd reggiano ha poi parlato di «sciacallaggio» di alcuni partiti a proposito dell’inchiesta sui servizi sociali della Val d’Enza. «Una delle conseguenze più gravi da diverse forze politiche, tra cui la Lega di Matteo Salvini, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni o il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio – si legge ancora – è stato quello di consentire che un tema così delicato, ma anche così attuale e importante, come la protezione dei minori, venisse banalizzato, ridotto a slogan, mercificato e svuotato di ogni contenuto che, invece, merita di essere conosciuto e dibattuto».

I danni «causati da questa mercificazione e da questo modo brutale di trattare le questioni – conclude la replica del partito – non li ha pagati il Pd, contrariamente a quello che Salvini sperava, ma i bambini. La politica dei tweet, che non è in grado di produrre una sola proposta degna, ha finito il suo tempo. Si apra una nuova stagione fatta di studio, ascolto, confronto e impegno. Se Salvini o Santanché vogliono imparare come si fa, ci vengano a trovare: saremo lieti di insegnarglielo, noi di Reggio Emilia, noi della Val d’Enza, noi di Bibbiano». —

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