«Massimiliano Tona un esempio per tutti Ora si è ricongiunto con il suo caro papà»
Dolore e commozione al funerale del vicebrigadiere Ieri anche l’esito dell’autopsia che esclude il malore
SAN MARTINO IN RIO. Dolore e tantissima commozione. In una mattinata quasi primaverile, la comunità di San Martino in Rio si è unita all’immenso dolore che ha colpito la mamma Lucia, la compagna Silvia, l’Arma dei carabinieri e tutti i parenti di Massimiliano Tona.
C’era tanta gente, oltre ai carabinieri di Reggio Emilia e Modena e ai rappresentanti di Polizia, Guardia di finanza, Croce Rossa, 118, vigili del fuoco e Croce Blu modenese. Assieme a loro, tanti civili riuniti – rispettando le normative anti-Covid – in chiesa per i funerali di Tona. Accanto alla mamma Lucia e ai parenti e amici del carabinieri morto mercoledì a causa di un incidente con la moto di servizio, c’erano anche il generale Davide Angrisani, comandante della Legione carabinieri dell’Emilia Romagna, e il sindaco di San Martino in Rio, Paolo Fuccio, amico d’infanzia del militare.
Max, così lo chiamavano gli amici, è deceduto in un tragico incidente mentre era in sella alla moto e percorreva, assieme a un collega, la complanare di Modena. Uno schianto che non gli ha lasciato scampo.
Il pm Marco Niccolini, della procura di Modena, ha disposto l’esame autoptico per chiarire le cause del decesso. Il responso è arrivato proprio nella mattinata di ieri, in concomitanza con l’ultimo saluto a Tona, e decreta che non è stato un malore la principale causa della morte. La tragedia è avvenuta per le ferite subite nello schianto. Ora resta da fare chiarezza su un possibile guasto meccanico alla moto.
A celebrare il rito funebre è stato il cappellano militare del Comando Legione carabinieri, don Giuseppe Grigolon.
Massimiliano, 54 anni, un sorriso contagioso, sempre pronto ad aiutare il prossimo, era nato con la passione per l’Arma. Passione, questa, tramandatagli dal padre Calogero, che per tantissimi anni ha prestato servizio militare, da carabiniere, proprio nel territorio di San Martino in Rio.
«Possiamo tutti noi identificarci con lui e prenderlo come esempio. Adesso Massimiliano è andato a ritrovare il suo caro papà Calogero; si è riunito a lui», ha detto, durante le esequie il cappellano dei carabinieri.
Proprio nei giorni antecedenti all’incidente che gli è costato la vita, e che ha provocato immenso dolore in tutti coloro che lo conoscevano, i suoi superiori avevano comunicato a Tona il passaggio di ruolo da appuntato a vicebrigadiere, e anche la nuova destinazione di servizio: a Pavullo, sull’Appennino modenese.
La mamma ha voluto che, nell’ultimo viaggio, Massimiliano indossasse la divisa con i gradi da vicebrigadiere. La bara all’uscita della chiesa è stata portata a spalla dai colleghi carabinieri. Proprio quei colleghi della grande famiglia dei carabinieri in cui Max è stato, con onore e passione, per 34 anni. Dopo il rito religioso, il feretro è stato trasportato al cimitero di Pieveottoville, a Zibello (Parma), paese di origine della mamma Lucia. Il carabiniere buono e dall’animo gentile non sarà certo dimenticato da chi ha avuto il piacere e l’onore di conoscerlo. —
Luca Giuseppe Murrone
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