Sessanta sacchi di immondizia raccolti in due ore dai volontari di “Pulòm Puii”
La campagna ecologica lanciata dal gruppo satirico “Io parlo povigliese” «È stato un autentico successo Non ce lo aspettavamo»
Poviglio. Un’iniziativa nata quasi per caso che ha permesso, attraverso la collaborazione tra cittadini, di raccogliere oltre 60 sacchi di spazzatura e di mantenere pulito il territorio.
Questo l’esito di “Pulòm Puii”, la campagna ecologica ideata dal gruppo satirico “Io parlo povigliese” – creato circa un anno fa, in piena pandemia, con l’obiettivo di regalare qualche sorriso tramite iniziative online e non solo – che si è svolto nella giornata di domenica, tra il capoluogo e le frazioni.
Tutto è partito da una trentina di volontari, che dopo essersi organizzati in un’apposita chat di Whatsapp hanno iniziato a fare pubblicità all’iniziativa sulla pagina Facebook del gruppo, illustrandone le finalità.
L’esito è stato sorprendente, in quanto molti povigliesi – in particolare delle frazioni di Sant’Anna, Enzola e Fodico – hanno aderito, impegnandosi in prima persona ripulendo le rispettive vie, strade e quartieri.
Molti, ad esempio, si sono adoperati per ripulire i fossi dai tanti rifiuti che vi erano stati gettati. Alla “caccia al rifiuto” hanno partecipato non solo adulti ma anche bambini, che si sono impegnati a tener pulita la propria area di riferimento.
«E’ stato un autentico successo – affermano gli organizzatori – non ci aspettavamo che così tanti cittadini aderissero. Abbiamo ricevuto chiamate da tutto il territorio e ci siamo organizzati per portare via gli oltre sessanta sacchi raccolti. Un esito ancor più positivo se si pensa che il tutto è stato svolto in circa due ore».
A spingere alla partecipazione all’evento, anche la bellissima giornata di sole, che ha sicuramente contribuito a convincere le persone a stare all’aria aperta e a darsi da fare per dare una mano alla pulizia del paese.
Iniziative come questa sono sempre più diffuse in provincia, a dimostrazione del fatto che la tematica ambientale è molto sentita, soprattutto in un periodo come quello attuale, caratterizzato dalla pandemia, in cui i cittadini hanno avuto poche occasioni di comunità. Con un interrogativo che resta senza risposta.
«In tanti ci siamo dati da fare perché vogliamo un mondo più pulito – scrive un partecipante – ma allora perché lo sporchiamo?». —
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