Vandali notturni nel forno crematorio Gli addetti: «Adesso abbiamo paura»
Intrusione notturna nell’impianto funebre. «Uffici a soqquadro e nessun furto, un fatto incomprensibile e mai successo»
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. «Un gesto incomprensibile e senza precedenti. Non ce lo spieghiamo». Così gli addetti ai lavori definiscono l’intrusione notturna – non a scopo di furto, visto che non è stato asportato alcunché – nel tempio crematorio di via Martiri delle Foibe 25/a, all’interno del cimitero di Coviolo. Un atto vandalico, a quanto pare, poiché nella struttura non è stato asportato nulla delle poche attrezzature, informatiche e meccaniche, necessarie per le procedure di incenerimento delle salme.
Il fatto però che siano stati messi a soqquadro gli uffici – e in particolare la documentazione cartacea – getta un’ombra inquietante, per non dire macabra, sulla singolare effrazione.
«Quando abbiamo aperto, ieri alle 7, abbiamo trovato i diversi locali adibiti a ufficio sottosopra: tutti i mobili erano aperti e i documenti buttati all’aria e per terra», hanno dichiarato i due dipendenti che hanno scoperto la visita, senza precedenti, dei vandali, avvenuta a un’ora imprecisata della notte tra domenica e lunedì, visto che nelle giornate festive il cimitero è aperto fino alle 17 e alquanto frequentato dai reggiani.
Secondo una prima ricostruzione, i malviventi – si presume almeno in due – sono entrati da una finestra laterale, dopo averne forzato il meccanismo nella parte superiore. Una volta all’interno i malintenzionati hanno scorrazzato per l’ampia struttura, formata dal magazzino dove le casse mortuarie attendono la cremazione e da diversi uffici di amministrativi che si occupano delle pratiche burocratiche.
«È la prima volta che ci capita da un anno a questa parte (da quando il Gruppo Altair è subentrato nella gestione del forno, ndr) – hanno proseguito gli addetti – Insieme alla polizia mortuaria abbiamo chiarito che nessuna urna è sparita. Per scrupolo abbiamo anche aperto i feretri e controllato ad una ad una le salme: tutto a posto. Nel magazzino c’erano trapani e altre attrezzature che si potrebbero rivendere, mentre negli uffici si trovavano computer, cellulari, stampanti: ma i malviventi non hanno arraffato nulla».
Il tempio crematorio non è dotato di telecamere o di allarmi, per il semplice motivo che – fino a questo momento – sono stati ritenuti superflui. «Teoricamente non ce n’è mai stato bisogno: chi si introdurrebbe al cimitero di notte? E a rubare cosa? Qui non si custodisce nulla di valore: né effetti personali, che vengono restituiti ai parenti, né tanto meno denaro, visto che con le onoranze funebri le transazioni avvengono altrove. Per questo motivo pare un atto vandalico, forse una ragazzata. Di certo ora non siamo più tranquilli nemmeno noi».
Dell’accaduto è stata avvisata l’amministrazione comunale, che in mattinata ha richiesto l’intervento della polizia municipale. Gli agenti intervenuti sul posto hanno eseguito un sopralluogo, scattando fotografie e documentando l’effrazione alla finestra. La società Gruppo Altair ha provveduto a sporgere denuncia, per ora contro ignoti. —
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