Appalti, l’indagine sul sindaco verso la richiesta al gip di archiviazione
Vecchi è indagato per una telefonata con Santo Gnoni Ma l’intercettazione è interpretabile non in modo univoco
Tiziano Soresina
reggio emilia. Si sta avviando – in tribunale – verso la richiesta di archiviazione davanti al gip la posizione del sindaco Luca Vecchi, finito nel registro degli indagati nell’ambito della scottante inchiesta sugli appalti in municipio (con 26 persone, fra dirigenti, funzionari e consulenti del Comune a cui è già stato notificato il fine-indagini nel settembre scorso).
Al momento, quindi, Vecchi resta – tecnicamente – indagato. Ma per quale reato? Sarebbe entrato nel mirino della Procura – sono le pm Valentina Salvi e Giulia Stignani le titolari del fascicolo – per turbata libertà degli incanti. Di mezzo una telefonata intercettata fra il sindaco e l’avvocato Santo Gnoni (ex capo del servizio legale del Comune e principale indagato dell’inchiesta sugli appalti ritenuti pilotati dagli investigatori) con un bando come oggetto del botta e risposta. Una telefonata che sarebbe però interpretabile non in modo univoco, il che avrebbe lasciato negli inquirenti molti dubbi sui contenuti del colloquio, con tanto di frizioni fra le due pm e il procuratore Marco Mescolini, come emerso nei vari passaggi al Csm chiusisi la settimana scorsa con il trasferimento del procuratore stesso per incompatibilità ambientale.
Uno scontro forte, oggetto dell’esposto delle quattro pm reggiane, che viene riassunto anche nella delibera della Prima Commissione in cui viene richiesto il trasferimento d’ufficio di Mescolini.
Nella delibera, l’indagine appare in particolare nel resoconto dell’audizione della pm Salvi, avvenuta il 10 novembre scorso davanti al Csm. «Nell’indagine sui bandi del Comune il procuratore – si legge – aveva chiesto, a fronte di una precisa denuncia della polizia giudiziaria che aveva redatto l’informativa di reato, di non iscrivere i soggetti la cui posizione indiziaria appariva debole, e fra questi il sindaco Vecchi, ma di fare provvedimenti di non iscrizione motivati».
Come andò a finire questa contrapposizione? Secondo quanto appreso e scritto nei giorni scorsi dalla Gazzetta, le due pm hanno poi iscritto il primo cittadino nel registro degli indagati, per ora avviarsi verso la richiesta di archiviazione. Da quanto filtra, durante le indagini non sarebbero stati compiuti atti investigativi nei confronti del sindaco (perquisizioni, interrogatori), quindi è verosimile che Vecchi non sapesse di essere indagato, ma l’ha in pratica appreso da quanto emerso al plenum mercoledì scorso, quando il consigliere Antonino Di Matteo (noto pm antimafia, sotto scorta dal ’93) lo ha rivelato parlando nelle vesti di relatore nella delicata seduta al Csm sul trasferimento di Mescolini. —
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