Tutta la provincia è arancione scuro Lezioni a distanza e mini lockdown
La decisione ieri sera dopo un vertice fiume con la Regione Da domani spostamenti vietati anche nello stesso comune
Leonardo Grilli
reggio emilia. Lezioni a distanza a partire dalle elementari comprese, spostamenti vietati anche all’interno dello stesso Comune, visite vietate ad amici e parenti anche se per una volta sola al giorno. A partire da domani la provincia di Reggio Emilia si colora di arancione scuro: si ritorna, di fatto, a un “mini lockdown” nel tentativo di arginare l’emorragia di contagiati che sta mettendo in ginocchio i territori di Modena e Bologna, entrambi invece divenuti zona rossa.
giorni di tensione
La decisione, comunicata ufficialmente ieri in tarda serata, in realtà era già nell’aria da giorni. Il costante peggioramento della pandemia in provincia e in gran parte dell’Emilia-Romagna era stato anticipato dal campanello d’allarme suonato dall’Ausl provinciale prima del fine settimana, con una situazione negli ospedali sempre più critica – anche se non vicina al punto di saturazione come nel Modenese – e con i contagi sempre più in ascesa. Poi, lunedì, la pre-allerta del sindaco durante il consiglio comunale circa dei probabili inasprimenti dei divieti con conseguenti chiusure di tutte le scuole: «Ormai circa l’80 per cento dei nuovi positivi ha contratto la variante inglese – ha comunicato Luca Vecchi – ci aspettano giorni complicati». Ieri, infine, la giornata più calda.
A partire dalla mattinata si è svolta una serie di riunioni e vertici che hanno coinvolto i provveditorati, i presidi e i docenti, i dirigenti sanitari, i sindaci, le Province e i rappresentanti della Regione.
Una macchina complessa che si è messa in moto per riuscire ad arrivare, in meno di 24 ore, a una decisione condivisa fra tutti gli attori in campo.
E già dall’ora di pranzo è iniziata a filtrare l’ipotesi di una zona fra il rosso e l’arancione scuro diffusa, da Modena alla Romagna.
Social, mail informali di pre-avviso e chat WhatsApp hanno fatto il resto: nel pomeriggio praticamente tutta la provincia reggiana era con il fiato sospeso, aspettando solamente l’ufficialità di una decisione che sembrava già presa.
Poi, in serata, la comunicazione del nuovo decreto del governo e pochi minuti dopo l’avvio dell’ultima riunione generale svoltasi via “Zoom” in Emilia-Romagna, dalla quale è emerso il provvedimento.
Il lavoro
Alle 20.21 la comunicazione definitiva: «Dal 4 e fino al 21 marzo (salvo ulteriori inasprimenti dal parte del Governo, ndr) i comuni reggiani diventano zona arancione scuro, quelli bolognesi e modenesi zona rossa». Nel Reggiano restano consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, ma i datori di lavoro pubblici devono limitare la presenza del personale per assicurare le attività indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza fisica, favorendo lo smart working.
spostamenti e parenti
Per quanto riguarda gli spostamenti, sono vietati sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi. L’eccezione è come sempre per gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, di salute o situazioni di necessità (come fare la spesa o l’acquisto di beni e servizi essenziali). Non si potrà uscire dal proprio comune anche se di popolazione inferiore a 5mila abitanti: resta la possibilità di recarsi in quelli limitrofi, ma solo per particolari necessità come ad esempio per l’acquisto di prodotti che nel proprio comune sono introvabili. È esclusa anche la possibilità di effettuare visite a parenti e amici una volta al giorno o recarsi nelle seconde case, salvo situazioni di necessità.
Rimane sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza e la possibilità per gli studenti di frequentare le lezioni se la scuola ha sede in un comune non compreso tra quelli soggetti a restrizione: potranno ovviamente andare e tornare.
la scuola
Per la scuola resta l’attività in presenza unicamente per i servizi educativi 0-3 anni e per le scuole dell’infanzia: tutto il resto, università compresa, sarà in didattica a distanza. Rimane però, spiega la Regione, la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per alunni con disabilità.
sport e cultura
Sono sospesi anche gli eventi sportivi organizzati dagli enti di promozione, così come l’attività svolta nei centri sportivi all’aperto: consentito lo svolgimento di attività solo in forma individuale e all’aperto in prossimità della propria abitazione nel rispetto delle distanze e con l’uso delle mascherine.
Infine sono sospese le mostre e chiusi i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura, a eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti esclusivamente su prenotazione e degli archivi. —
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