Emergenza inquinamento a Reggio Già 25 sforamenti in viale Timavo
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA. Qualche scienziato ipotizza che la diffusione del Covid 19 sia favorita dall’inquinamento atmosferico, che purtroppo non concede tregua. In ogni caso ne deriva una subdola minaccia per la nostra salute.
Perciò sono confermate fino a domani le misure emergenziali previste dal Piano aria integrato regionale, per la nostra città come per gli altri capoluoghi di provincia e i comuni minori, fra cui Rubiera, che vi hanno aderito: stop alla circolazione dei veicoli diesel fino ad euro 4, dei veicoli a benzina e dei ciclomotori e motocicli euro 0 e 1, limite di 19 gradi al riscaldamento degli ambienti domestici. Le restrizioni del traffico si applicano nell’area urbana dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 18.30 e in tutte le domeniche.
Quando non sono appesantite dall’emergenza ambientale, rimangono in vigore nella misura ordinaria per gli automezzi più inquinanti, esclusi gli euro 4.
Fino all’anno scorso l’entità delle limitazioni era decisa due volte alla settimana sulla base dei dati rilevati nei tre giorni precedenti dalle centraline dell’Arpa, fra cui quelle collocate in città in viale Timavo e all’ex San Lazzaro, a San Rocco di Guastalla e a Castellarano.
Tuttavia capitava che nei giorni successivi la qualità dell’aria migliorasse o, viceversa, peggiorasse. Perciò da quest’anno le misure emergenziali sono decise prendendo in considerazione non solo i superamenti del limite di concentrazione delle polveri sottili, ma anche le previsioni meteorologiche, poiché il vento, le precipitazioni e in parte la nebbia sono in grado di disperdere le sostanze inquinanti.
Proprio quando il cielo è sereno l’atmosfera si carica di un’insidia invisibile, com’è capitato la scorsa settimana.
È dall’inizio di gennaio che le condizioni del tempo appaiono cambiate rispetto a un 2020 molto piovoso. Non è un caso che la centralina di viale Timavo abbia registrato finora 25 giornate con una concentrazione di pm10 superiore a 50 microgrammi al metro cubo, la soglia massima tollerata. Soltanto a Modena, in via Giardini, se ne contate di più, 30 in tutto.
Nell’intero corso dell’anno non si dovrebbero superare i 35 sforamenti. In soli due mesi ne abbiamo abbondantemente superato la metà.
In gennaio il limite di 50 microgrammi è stato oltrepassato nei giorni 1 e 9, dal 13 al 22 e il 29, in febbraio nei giorni 3, 5 e ininterrottamentre dal 18 al 27. Si è toccato il culmine il 26 febbraio con una concentrazione di 102 microgrammi al metro cubo. Dall’inizio dell’anno ha registrato tre sforamenti perfino la stazione appennica di Febbio, che gode quasi sempre di un’aria balsamica. Purtroppo non è una situazione insolita.
A Reggio si sono contati 61 sforamenti l’anno scorso, 51 nel 2019, 56 nel 2018, 83 nel 2017, 93 nel 2013, 139 nel 2007 e 146 nel 2006. Nei giorni scorsi le pm10 sono rimaste sotto la soglia, ma con una tendenza alla crescita. L’Arpa prevede fra domani e sabato un po’ di pioggia capace di diradarle, mentre per gli altri servizi meteorologici non si andrà oltre l’aumento della nuvolosità. —
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